Primo sì alla manovra: passano i tagli alla politica

05/11/2007
    sabato 3 novembre 2007

    Pagina 7 – Economia & Lavoro

      Primo sì alla manovra,
      passano i tagli alla politica

        Via libera in commissione Bilancio del Senato. Da lunedì l’esame dell’Aula. Prodi: lavoro straordinario

          di Bianca Di Giovanni / Roma

          POLEMICHE La manovra che redistribuisce a famiglie e imprese circa 11 miliardi e che comincia a tagliare i costi della politica (checché ne pensino i suoi detrattori) arriva in aula in Senato tra polemiche al fulmicotone. Romano Prodi si congratula subito con la commissione presiedutta da Enrico Morando e con il relatore Giovanni Legnini. Parla di «risultato straordinario», visto che stavolta si è riusciti ad esaminare tutto il testo e a votarlo (l’anno scorso non fu così). Ma l’opposizione alza il tiro delle polemiche. «La manovra non è coperta è incostituzionale», attacca Silvio Berlusconi. Il riferimento è alla mancata bollinatura da parte della Ragioneria dell’emendamento che copre l’abolizione del ticket sanitario. Bollinatura che non è necessaria per il varo in commissione – dicono dalla maggioranza. A non convincere la Ragioneria sarebbero 150 milioni su un totale di 830. Ma il diniego risulta molto strano, visto che le coperture sono le stesse utilizzate ( e approvate) già quest’anno. Si tratta di un nodo molto tecnico, che comunque si scioglierà presto, assicurano al Tesoro. Senza contare che a parlare di coperture mancate è proprio quel centro-destra che negli anni passati ha disseminato i bilanci di misure «creative» per miliardi.

          Lunedì il duello si trasferirà in Aula, e non sarà una passeggiata. Non solo per l’assalto del centro-destra. I ranghi della maggioranza si sfilacciano. Nonostante l’impegno dei gruppi parlamentari a non presentare emendamenti in Aula, un drappello di senatori (tra cui Franco Turigliatto, i centristi Lamberto Dini e Roberto Manzione e i socialisti Gavino Angius e Enrico Boselli) non hanno rinunciato ai propri. Così sono state depositate un’ottantina di proposte dalla sinistra, mentre da destra ne sono arrivate 500. «Siamo disponibili a diminuirle – dicono i senatori della casa delle libertà – ma non mettete la scusa dell’opposizione per porre la fiducia». Ci si prepara a un nuovo match sul filo di lana.

          «Il testo varato dalla commissione contiene misure sui costi della politica più incisive di quello originario – spiega il relatore Legnini – Si conferma il blocco delle indennità dei parlamentari per 5 anni, arriva il tetto alle retribuzioni die manager pubblici (uniformati al primo presidente di Cassazione), c’è un taglio delle consulenze, la soppressione di 29 enti pubblici, la ridefinizione delle indennità dei consiglieri locali, la soppressione di 80 comunità montane e la riduzione dei loro consiglieri da 12.500 a 4.200 e degli assessori da 4.200 a circa 1.400 con un risparmio atteso di oltre 66 milioni di euro, soppressione dal primo luglio di 400 enti acquedottistici e dei rifiuti, con un risparmio atteso di centinaia di milioni di euro». Anche Salvi e Villone, formatari di molte proposte approvate (come quella del taglio dei ministri, che per ragioni costituzionali non può che partire dal prossimo esecutivo) si dichiarano soddisfatti del risultato. Che a molti osservatori, per la verità silenti negli anni in cui la spesa pubblica galoppava, sembrano insufficienti. Eppure i conti sono a posto: il fabbisogno di ottobre peggiora per via del bonus pensioni (sale a 7,7 miliardi rispetto ai 4,5 di un anno fa), ma nei primi dieci mesi migliora di oltre 11 miliardi rispetto all’anno scorso. Tutto grazie al buon andamento delle entrate (+7%).

          Per le famiglie la novità più importante è l’eliminazione del tetto di 50mila euro di reddito per accedere allo sconto Ici sulla prima casa. una detrazione aggiuntiva fino a 200 euro (si arriva a 300 con i 100 già in vigore). Resta a 300 euro quella per chi è in affitto. Sul fronte fiscale la commissione ha introdotto poi l’impegno a destinare al lavoro dipendente l’eventuale maggior gettito che si renderà disponibile nel 2008. Per i lavoratori arriva il bonus assunzioni a sud, proposto dal relatore, che potrà produrre 50mila nuove assunzioni nel Mezzogiorno. La misura si aggiunge al bonus per gli stagisti sempre a sud. Infine la norma che stabilizza i precari della pubblica amministrazione, su cui però i diniani hanno promesos battaglia. Via libera alla disposizione che obbliga i medici ad indicare il farmaco generico per i prodotti di fascia “C”. Ok ai controlli del Tesoro sugli acquisti di titoli derivati da parte degli enti locali. Esclusa invece la class action, che sarà introdotta in un ordine del giorno.