Primo sciopero all`Ikea

07/07/2015   (Il Sole 24 ore)

È braccio di ferro tra lkea e sindacati dopo la disdetta unilaterale del contratto integrativo di gruppo e il fallimento dell`incontro di ieri con i vertici della multinazionale svedese: Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil hanno proclamato una giornata di sciopero nazionale per sabato prossimo, 11 luglio. La prima nella storia 25ennale di Ikea Italia. La protesta è stata proclamata «in difesa del contratto integrativo, dopo l`altro sciopero a livello territoriale, fatto in alcuni punti di vendita a giugno. Il colosso svedese dell`arredamento low cost ha sostenuto che «l`intransigenza del sindacato non aiuta il confronto». Sono poco più di 6mila i dipendenti in Italia tra i 21 punti vendita e i servizi di logistica. I sindacati attaccano il gruppo per «la pervicace insistenza a riproporre tagli lineari al salario dei lavoratori, attraverso la decurtazione della maggiorazione domenicale e festiva e la variabilizzazione del premio aziendale». La multinazionale replica, invece, che le sue proposte muovono dalla «necessità di assicurare un futuro solido e sostenibile alla presenza in Italia e di poter continuare il piano di apertura di nuovi punti vendita» e non puntano affatto a «smantellarci diritti» dei lavoratori. Tra le proposte, c`è quella di «rendere più equi i trattamenti per il lavoro domenicale e festivo che oggi – sottolinea lkea -presentano differenze sia da negozio a negozio che all`interno dello stesso punto vendita (tra vecchi e nuovi assunti)», accompagnate da un sistema che riconosca «una percentuale di maggi( razione crescente legata al numero di presenze». Ma come si è arrivati a questa situazione di scontro? Senza dubbio influisce l`impatto della crisi nonostante il generoso bonus mobili rilanciato dal governo. «Malgrado negli ultimi tre anni le perdite di bilancio abbiano prodotto una perdita di oltre 53 milioni – afferma Ikea- la società ha dato prova di gestire con responsabilità questa congiuntura senza arrivare nè a chiudere punti vendita nè a tagliare la forza lavoro, come invece è purtroppo capitato ad altre realtà del settore». Gli svedesi non lo dicono ma il riferimento al concorrente Mercatone Uno, finito in concordato preventivo, è quasi inevitabile. Peraltro dallo scorso marzo l`ad di Ikea Italia Lars Petersson ha lasciato il posto alla spagnola 40enne Belén Frau. Nell`anno fiscale 2014 (che si chiude in agosto) Ikea Italia Retail ha realizzato una crescita dei ricavi di 31,6 milioni a 1,589 miliardi; il Margine operativo lordo (che misura la redditività industriale) ha però continuato a contrarsi, a145,7 milioni da191,7. Alla fine il risultato netto è stato in perdita per 14,5 milioni (+1,6 milioni nell`esercizio precedente). Tuttavia sul conto economico pesano ben 127,6 milioni di ammortamenti, di cui 76 milioni per fabbricati ad uso commerciale (tutti i punti vendita lkea sono di proprietà), Ikea ltalia Retail è impegnata nella realizzazione del nuovo polo logistico di Dubai che, nella seconda parte del 2016, potrebbe “rubare” volumi dal polo logistico di Piacenza.