Primo passo sul Tfr ai fondi pensione

14/03/2005
    domenica 13 marzo 2005

    sezione: IN PRIMO PIANO – pagina 4

    LAVORO E PREVIDENZA • Nel 2005 una dote di 20 milioni ( 200 nel 2006) per compensare le aziende
    Primo passo sul Tfr ai fondi pensione

      ROMA • Il decreto legge sulla competitività, varato venerdì dal Consiglio dei Ministri, stanzia i fondi per la graduale attuazione della riforma della previdenza complementare e per consentire l’avvio del trasferimento del Tfr nei fondi pensione. A questo scopo, è autorizzata la spesa di 20 milioni di euro per l’anno 2005 ( 200 milioni per il 2006 e 530 milioni a decorrere dall’anno 2007.

      I fondi saranno reperiti in parte dal « Fondo speciale » dello stato di previsione del ministero dell’Economia, in parte dai sistemi di controlli degli apparecchi da gioco automatici o elettronici e, per la parte residua, da una corrispondente riduzione di spesa che può essere posta a carico del " Fondo di riserva" per le autorizzazioni di spesa delle leggi permanenti di natura corrente.

      L’aspetto rilevante è che a seguito dello stanziamento sarà pertanto possibile, come prevde la riforma delle pensioni ( la legge 23 agosto 2004, n. 243), dare corso all’emanazione dei decreti legislativi di attuazione. Decreti ai quali stanno tuttora lavorando i tecnici del Welfare e che serviranno a individuare sia i criteri per destinare il Tfr ai Fondi sia quelli di funzionamento, compresa l’attività dio verifica, della previdenza complementare. Ammortizzatori. In attesa di una riforma organica degli ammortizzatori sociali e degli incentivi all’occupazione, il decreto legge dispone inoltre un regime transitorio per l’erogazione dell’indennità ordinaria di disoccupazione, aumentandone la misura e ampliando la platea dei beneficiari. Per il periodo che va dal 1 ? aprile 2005 al 31 dicembre 2006, in caso di disoccupazione involontaria per mancanza di lavoro, l’assicurato che possa far valere almeno due anni di assicurazione e almeno un anno di contribuzione nel biennio precedente l’inizio del periodo di disoccupazione, avrà diritto all’indennità giornaliera per un periodo variabile a seconda dell’età: 7 sette mesi per i lavoratori con meno di cinquanta anni d’età: 7 dodici mesi per quelli d’età pari o superiore a cinquanta anni. Aumenta anche la misura dell’indennità che dal 1 ? gennaio 2001 era stata portata al 40% e, per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a 50 anni, era stata estesa fino a nove mesi ( articolo 78, comma 19, della legge 23 dicembre 2000, n. 388). Dal prossimo 1 ? aprile, la percentuale di commisurazione dell’indennità, alla retribuzione, sarà portata al: 7 50% per i primi sei mesi; 7 40% per i successivi tre mesi; 7 30% per gli ulteriori mesi.

      Per l’accredito della contribuzione figurativa ai fini pensionistici rimane, però, confermata la precedente durata , per un periodo massimo di sei mesi per i soggetti con età anagrafica inferiore a cinquanta anni e di nove mesi per i soggetti con età anagrafica pari o superiore a cinquanta anni.

      In presenza di questi requisiti, l ‘ e r o g a z i o n e dell’indennità ordinaria di disoccupazione è estesa ai lavoratori sospesi in conseguenza di situazioni aziendali dovute ad eventi transitori, non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori, nel limite di spesa di 48 milioni di euro annui, ivi inclusi gli oneri per il riconoscimento della contribuzione figurativa. In particolare, questa indennità è riconosciuta, nel limite di spesa di 6 milioni di euro annui, ai dipendenti da imprese del settore artigianato, sospesi in conseguenza di situazioni aziendali dovute ad eventi transitori, non imputabili all’imprenditore o ai lavoratori, subordinatamente ad un intervento integrativo pari almeno alla misura del venti per cento a carico degli Enti bilaterali previsti dalla contrattazione collettiva o alla somministrazione da parte degli stessi Enti di attività di formazione e qualificazione professionale, di durata non inferiore a centoventi ore. Spetta all’Inps il monitoraggio delle autorizzazioni per consentire il rispetto dei limiti di spesa. Mobilità.

      Un ulteriore intervento interessa i lavoratori posti in mobilità a seguito di programmi finalizzati alla gestione di crisi occupazionali ( la norma di riferimento di cui all’articolo 1, comma 155 della legge Finanziaria per il 2005), anche con riferimento a settori produttivi e ad aree territoriali ovvero miranti al reimpiego di lavoratori coinvolti in detti programmi definiti in specifici accordi in sede governativa intervenuti entro il 30 giugno 2005. Per l’assunzione di questi lavoratori, saranno riconosciuti al datore di lavoro, i benefici di cui agli articoli 8 e 25 della legge n. 223 del 1991. Gli stessi benefici spettano all’utilizzatore se l’impiego avviene con contratto di somministrazione.