Primo no di Lottomatica all’Opa della De Agostini

27/11/2001


MARTEDÌ, 27 NOVEMBRE 2001
 
Pagina 38 – Economia
 
"Offerta irricevibile". La replica di Novara: "Argomenti deboli"
 
Primo no di Lottomatica all’Opa della De Agostini
 
La Borsa scommette sul rilancio e il titolo vola
 
 
 
Le quotazioni salgono a 6,5 euro Abete e Merloni preparano le barricate
 
ROBERTO RHO

MILANO — L’Opa – per il momento – è solo annunciata. Ma intorno alla Lottomatica, leader italiano dei giochi, già infuria la battaglia. Lo si è capito nella mattinata di ieri con l’impennata delle quotazioni della società presieduta da Luigi Abete, che con un balzo del 5,97% si sono portate, a fine seduta, a quota 6,5 euro, ben oltre i 6 euro dell’offerta lanciata venerdì pomeriggio dal gruppo De Agostini. Ne è giunta conferma in serata, con l’annuncio di una lettera con cui Lottomatica invita Consob e Borsa Italiana a dichiarare «irricevibile» l’Opa dei novaresi.
Dunque, dietro il paravento dei «no comment» dei grandi azionisti, Olivetti e Bnl, che aspettano la pubblicazione del prospetto prima di riunire i consigli chiamati a pronunciarsi sulle condizioni dell’Opa, si cominciano a fare i grandi giochi. Il management della Lottomatica dà un primo segnale forte agli assalitori, che pure nel pomeriggio avevano ribadito la «non ostilità» dell’iniziativa. Che proprio amichevole non dev’essere, consideata la reazione del vertice della società oggetto d’Opa: «Lottomatica chiede alle autorità di vigilanza di voler provvedere con urgenza dichiarando l’irricevibilità della comunicazione di Tyche Spa» (la società "veicolo" di De Agostini, ndr). Per due ragioni «che la viziano in modo sostanziale»: l’identità dell’offerente, che è una sconosciuta finanziaria controllata al 100% dalla lussemburghese FinEuro Games, a sua volta controllata da un’altra lusemburghese, la De Agostini Invest, a sua volta di proprietà della De Agostini Spa (uno schema, quello delle finanziarie lussemburghesi, che alla De Agostini è già valso il successo di una enorme plusvalenza senza una lira di tasse nell’affare Seat). Lottomatica ritiene «che non possa esservi incertezza in ordine all’identità e alle qualificazioni, anche finanziarie, dell’offerente». In secondo luogo, il management della società che gestisce il Lotto contesta le condizioni di efficacia dell’offerta: per De Agostini l’autorizzazione del ministero delle Finanze sarebbe necessaria solo in caso di controllo di diritto (oltre il 50%), per Lottomatica anche «nell’ipotesi in cui l’acquisizione del controllo avvenga mediante il possesso di una partecipazione inferiore al 50%».
Cavilli? Forse sì (e infatti la De Agostini si è affrettata a definire «deboli e marginali» gli argomenti di Lottomatica, precisando fra l’altro che un’istanza preventiva è già stata presentata al ministero delle Finanze) ma la reazione del vertice di Lottomatica fa capire quantomeno che per la De Agostini l’Opa non sarà una passeggiata. Il prezzo, 6 euro, era già venerdì sera inferiore a quello espresso dalla Borsa, e alcuni azionisti, Vittorio Merloni in primis, l’hanno immediatamente fatto notare. Le perplessità di Luigi Abete, presidente di Lottomatica ma anche di Bnl (che ne controlla il 19,9%) sono note. Ragion per cui, in Piazza Affari si sono susseguite per l’intera seduta le voci più disparate su una possibile controOpa del duo MerloniAbete. In realtà, di dossier sulla società che gestisce il Lotto ne sono girati parecchi, nelle scorse settimane, e non è escluso che in giro per l’Italia (o per il mondo) ci siano altri potenziali candidati all’acquisto. Quello che è certo è che Piazza Affari scommette sulla battaglia. E scommette pesante. E che il vero kingmaker, nella partita Lottomatica, sarà Marco Tronchetti Provera: se il gruppo Olivetti, titolare del 34%, deciderà di aderire all’offerta, De Agostini avrà probabilmente vinto almeno mezza battaglia.