Primo maggio, un concerto per il pieno diritto al lavoro

30/04/2002
La Stampa web






(Del 30/4/2002 Sezione: Economia Pag. 16)
PRESENTATA LA MANIFESTAZIONE DI DOMANI IN SAN GIOVANNI A ROMA
Primo maggio, un concerto per il pieno diritto al lavoro
ROMA
La parola d´ordine – francamente inconsueta – per il primo maggio è «Amore». Il messaggio politico invece è «diritto al lavoro» e «no al terrorismo». La prima riguarda il grande concerto che si terrà a Roma in piazza San Giovanni, il secondo sarà il tema conduttore dei comizi che i segretari di cgil, cisl e uil terranno a Bologna in mattinata.
COMIZI. I segretari generali dei tre maggiori sindacati, Sergio Cofferati, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, parleranno a Bologna, la città di Marco Biagi cui i sindacati vogliono rendere così omaggio per ribadire il «no al terrorismo». «Il primo maggio è una grande festa nazionale – ha spiegato Pezzotta nella conferenza di presentazione – e la prima battaglia sindacale è quella per il diritto al lavoro, solo dopo si può parlare di diritti del lavoro». I comizi saranno trasmessi in tv.
CONCERTONE. Per il dodicesimo anno consecutivo ci sarà il grande concerto a Roma, in piazza San Giovanni. Piero Chiambretti che lo ha presentato per dieci anni sarà sostituito quest´anno da Claudio Amendola. L´avvicendamento ha suscitato il risentimento del presentatore «storico» ma ieri Cofferati ha precisato di non aver «licenziato» nessuno per il semplice fatto di non averlo mai assunto: «C´è un consorzio che gestisce l´evento – ha chiarito il leader della cgil – e il sindacato non si intromette nelle sue scelte. Ci viene quindi attribuita una responsabilità che non abbiamo». La manifestazione è all´insegna delle parole «Amore, musica, piazza» e durerà dalle 14 alle 23, con trasmissione in diretta su Raiuno, Radiouno e Rainet a iniziare dalle 16. Amendola sarà affiancato da altri conduttori, tra cui Fabio Volo, Martina Stella e Amanda Sandrelli. A esibirsi una quantità di cantanti e gruppi musicali secondo una scaletta non ancora definita.
IL CONCERTO. E´ il più grande che si tenga in Europa e le sue dimensioni sono tutte nei numeri. Un milione di watt di illuminazione, 3.000 metri quadri di backstage, 560 metri quadri di palco, 700 persone di staff, 600 metri quadri di scenografie, 18 telecamere, 5.000 metri di cavi elettrici, 600 transenne, 80 metri di fronte palco, 31 camerini, 10 uffici di produzione, 5 schermi giganti ad alta definizione, 3 torri delay, una pedana girevole di 14 metri di diametro, una torre piattaforma regia audio e luci, uno studio televisivo. Per quanto riguarda la sicurezza e gli interventi di primo soccorso, saranno presenti 200 addetti alla sicurezza, 100 fra medici, infermieri e soccorritori, otto ambulanze, quattro punti di assistenza gestite da 118 e Croce Rossa, e due moto mediche. Dalla sua prima edizione del 1990 ad oggi, il concerto del 1° Maggio ha visto sul palco 1300 artisti per un totale di 60 ore di musica. PADANI. A differenza dei «romani» i padani non faranno manifestazioni di piazza, ma il Sin.Pa, il sindacato leghista, organizzerà una gita in battello sul Po e sui laghi di Mantova. «Una festa che, come sempre, ha un significato preciso: Stare dalla parte – afferma in una nota il segretario generale Rosy Mauro – dei lavoratori e dei pensionati del Nord». L’appuntamento per l’imbarco è fissato a Mantova, pontile viale Mincio, alle 16, il rientro è previsto in serata verso le 21,30.
UGL. Il sindacato di centrodestra Ugl, celebrerà il primo maggio ad Assisi: «La scelta della città di San Francesco – spiega una nota della segreteria – è all’insegna del valore più importante e propedeutico a tutte le altre conquiste, quello della pace».
NO GLOBAL. Il tema è «Reclaim the money» e su questa istanza per il «reddito sociale garantito» i No Global napoletani si vedranno il primo maggio in piazza Mancini: «Dopo lo straordinario risultato dello sciopero del 16 aprile – dice una nota – occorre continuare la lotta contro il liberismo, la guerra e ogni forma di concertazione che svenda i diritti dei lavoratori».
E DOPO? «Di riapertura del dialogo con il governo dopo lo sciopero del 16 aprile – ha detto Pezzotta – fino ad oggi non se ne parla. Abbiamo sentito però che dopo il 1° maggio potrebbe esserci un qualche incontro. Staremo a vedere». «Se il governo ci convocherà noi ci presenteremo – ha detto Cofferati – ma senza stralcio alle modifiche dell´art. 18 non ci potrà essere alcun confronto». Stessa idea anche da parte di Luigi Angeletti che conferma comunque una disponibilità ad «affrontare temi come la riforma degli ammortizzatori sociali e la formazione».
BERLUSCONI. Quanto a Berlusconi, vorrebbe riprendere «un dialogo che arrivi a dei compromessi tra le parti». Ma ribadisce la necessità di andare avanti con le riforme strutturali, come chiedono «tutti gli organismi internazionali». Il premier sottolinea che «chi fa le riforme è destinato a incontrarsi o scontrarsi con chi, da queste riforme, vede toccati i propri interessi. Che qualche volta si può pensare che siano diritti oppure privilegi».
Raffaello Masci