Primo maggio, un altolà a Renzi Il Pd: no all’ordinanza sui negozi

20/01/2011

L’assemblea cittadina contro il sindaco. Il governatore: «Presto la legge regionale»
Un sconfessione della scelta del sindaco. Della stessa nuova maggioranza che ha portato all’elezione del nuovo segretario comunale. L’assemblea del Pd di Firenze boccia Matteo Renzi sul Primo maggio. Di più. Gli chiede di «modificare» fin da subito l’ordinanza con cui ha concesso di aprire i negozi in centro per la Festa del lavoro. Novantuno favorevoli, 37 contrari, 4 astenuti. Tra i contrari, il capogruppo del Pd Francesco Bonifazi, tra i favorevoli i presenti dei sei «ribelli» del gruppo Pd in Palazzo Vecchio e la minoranza, cioè chi aveva candidato Giacomo Trallori e Francesco Piccione segretari al posto della vincente, Lorenza Giani. Ma l’assemblea vota per loro. Si astengono, tra gli altri, Riccardo Conti e la consigliera comunale Cecilia Pezza. «L’assemblea è sempre sovrana, quanto più su un tema identitario come quello del Primo maggio. L’unico rammarico che invece di una dichiarazione a favore ed una contro, non vi sia stato un vero dibattito» minimizza Bonifazi. «Una bella prova di democrazia: e spero che la legge regionale vada nel senso espresso dal Pd fiorentino» , ribatte Trallori. E, puntuali, arrivano le parole del presidente regionale Enrico Rossi: «La giunta — sottolinea — sta lavorando per approvare un provvedimento che ne salvaguardi lo spirito di festa autentica, dedicata al riposo e alla cura della vita privata» . Poi il governatore ribadisce di non essere legato «a rigidità astrattamente ideologiche» ma in Europa «le festività si rispettano in numero più grande che nel nostro Paese, salvaguardate dal commercio e dal consumo in misura maggiore che da noi. Una posizione che ricordo condivisa dai lavoratori del commercio sin dai tempi della mia campagna elettorale» . Insomma, il provvedimento arriverà a breve. «Siamo pronti al confronto— ribatte il vicesindaco di Firenze Dario Nardella — ma che sia nelmerito, e non ideologico. Esistono una serie di vocazioni dei vari Comuni legate a certe date, faccio l’esempio dell’Abetone, dove a Natale i negozi sono aperti: sarà difficile spiegare al sindaco dell’Abetone che deve obbligare a chiudere i commercianti, in altissima stagione, e oltretutto in un momento di crisi del turismo invernale in Toscana» . Ma quella sul Primo maggio, non è l’unica sorpresa dell’assemblea di martedì sera all’Andreoni. Doveva essere eletto il presidente del «parlamentino» del Pd cittadino: la segretaria Giani e la maggioranza aveva proposto Lorenzo Viviani, battuto invece dal giovane mariniano Lorenzo Isa. Ottantatre a settantacinque. Un «colpo» mal assorbito dai sostenitori di Giani renziani e bersaniani), così come quello sul Primo Maggio. Talmente lacerante che alcuni degli sconfitti minacciano il ricorso ai garanti: hanno votato troppo pochi, dovevano essere almeno 120 a favore di Isa, l’elezione non è valida, sostengono gli sconfitti. «Il voto è stato democratico, se c’è un problema formale lo supereremo con una nuova ratifica: dobbiamo dare un segnale di unità» butta acqua sul fuoco la segretaria Giani. Tra le novità ci sono quelle della nascita dei forum tematici, gestiti da Giuliano Gasparotti, in cui potrebbero arrivare, come coordinatori, anche Irene Tinagli (il cervello in fuga portata nella direzione nazionale del Pd da Veltroni con il quale ha polemicamente chiuso, uscendo dal partito, delusa dall’esperienza) Alessio Di Giorgi di Gay. it. Ma nella direzione ci sono anche esponenti della Confesercenti come Giacomo Franci del mercato di San Lorenzo o Alberto Lascialfari), il presidente della commissione cultura del Comune Leonardo Bieber, il consigliere comunale e sindacalista Uil Angelo Bassi