Primo Maggio nei negozi non si lavora

21/04/2011

Il sindaco di Firenze non è, suo malgrado, "l`ombelico del mondo". Nonostante il suo delirio di onnipotenza e la sua ossessione per il protagonismo, siamo costretti a dargli una cattiva notizia: Filcams Cgíl, Fisascat Cisl e Uiltucs della Toscana, così come l`anno scorso, hanno proclamato per il Primo Maggio prossimo uno sciopero regionale, per l`intera giornata, per tutto il settore del commercio. Questo accadrà in tutti i Comuni della Toscana che hanno deciso unilateralmente di violare le norme vigenti in materia di codice del commercio regionale. Per giunta in presenza
di un confronto aperto tra la Regione, in cui pubblicamente e per bocca del presidente Enrico Rossi si doveva avviare un tavolo di concertazione finalizzato ad una revisione condivisa del codice regionale del commercio, che tenesse conto di alcune festività civili e religiose assolutamente escluse dalle aperture selvagge.
Ricordiamo a tutti che la battaglia del Primo Maggio fa parte di una vertenza più complessiva che riguarda anche la salvaguardia di valori etici, civili e religiosi, che interessano le lavoratrici e i lavoratori sul piano della tutela dei diritti, ma anche la convivenza sociale e civile, che deve recuperare una dimensione etica del fare politica e del fare economia. E` assolutamente pretestuoso affermare che l`apertura del Primo Maggio possa risolvere la crisi del commercio che si trascina ormai da qualche anno, e che richiederebbe invece una diversa progettazione politica
ed economica di tutte le parti in causa, comprese le istituzioni, sulla base di proposte concrete e non sulla base di slogan demagogici. Ricordiamo altresì che questa battaglia è supportata dalla raccolta in Toscana di 50mila firme di liberi cittadini, di cui qualcuno dovrà pur tenere conto.