Primo Maggio, negozi aperti. «Ma solo in centro»

02/05/2011

Milano – Da San Babila al Castello: alzata una saracinesca su due. «Serviva più tempo per organizzarci»

Sui Navigli tutto aperto, c`è il Salone nautico. Monte Napoleone chiuso, preferiscono lavorare a Ferragosto; Vittorio Emanuele aperto, come via Dante, via Mercanti, via Orefici. Via Torino attiva al go per cento; corso San Gottardo al 20; corso Vercelli, con la sua clientela borghese, preferisce (nella maggior parte dei casi) tenere le serrande abbassate. Non i supermercati, fatta eccezione per le Coop. Riassumendo, dopo la contestata deroga concessa ai commercianti, oggi la situazione «shoppping» sarà questa: quasi il 5o per cento di negozi «open» in centro, il io in periferia. Qualcuno deciderà all`ultimo minuto, in base al meteo. In tutto si calcola che su 20 mila attività commerciali cittadi ne (esclusi bar e ristoranti), saranno tra i 3.500 e i 4.500 i negozi che oggi terranno aperto. Intorno al 20 per cento sul totale. La stima, «con le dovute cautele», è di Simonpaolo Buongiardino di Confcommercio: «Sulla scelta dei commercianti ha giocato anche la fretta: qualcuno non è riuscito a organizzarsi per tempo (la deroga concessa dal Comune è di martedì scorso). Valutazione: «Sono stupito dal peso dato dai sindacati alla vicenda. Sarebbe necessario, invece, avere la capacità di interpretare meglio la nostra città che non è immutabile». L`assessore Giovanni Terzi rincara la dose: «E cosa succederà nel 2015 quando il Primo Maggio sarà anche il giorno di apertura di Expo?».
Shopping a macchia di leopardo. Aperta la Rinascente, chiusa la pasticceria Cova. Aperte le boutique Brian & Barre in via Durini e corso Vercelli, chiuso Tod`s in via Spiga. Aperto Decathlon, chiuso Sant`Ambroeus, aperti i Coin e l`Idroscalo. Si aspettano affari, in centro. Anche perché oggi, a partire dalle io in piazza Duomo, da un maxischermo sarà trasmessa la cerimonia di beatificazione di Giovanni Pa01011. Giornata fitta di appuntamenti: la festa religiosa, le barche sui Navigli, le manifestazioni dei sindacati e dei precari vicini ai centri sociali. Si aspetta il pienone, oggi a Milano. Il presidente della Provincia, Guido Podestà, ribadisce la vocazione turistica della città: «O recuperiamo una dimensione di accoglienza, o renderemo vani gli sforzi per Expo». Un argomento che non convince i sindacati di categoria, Filcams-Cgil, Uiltucs-Uil e Fisascat-Cisl: per oggi è stato indetto lo sciopero (stessa decisione presa dalla Cub) «per consentire ai i lavoratori di scendere in piazza o mantenere gli impegni presi in famiglia».
Milano a mezzo servizio. Qualcuno avrebbe voluto più tempo per organizzarsi. Giorgio Montingelli, presidente del coordinamento delle associazioni di via, insiste: «Al commercio serve flessibilità». E i negozianti di corso Buenos Aires e dei Navigli esultano: «Battaglia vinta». Di avviso opposto Giuliano Pisapia, candi dato sindaco del centrosinistra: «In questi giorni abbiamo assistito a una crociata ideologica da parte della giunta Moratti. E stato usato in maniera strumentale il tema della crisi. Non si affronta così il problema dell`occupazione».