Primo maggio, Como chiusa per sciopero

29/04/2011

Il sindaco dà l`ok all`apertura dei negozi ma Cgil Cisl e Uil proclamano subito una giornata di protesta

« Violati i diritti sindacali». E il lungolago è sempre bloccato dai lavori

COMO – Città chiusa per sciopero domenica primo maggio. In occasione della festa dei lavoratori, i sindacati hanno proclamato una giornata di agitazione contro l`ordinanza del sindaco che prevede la possibilità di aprire i negozi. Turisti e visitatori, già alle prese con il lungolago off-limits per il cantiere della paratie rischiano di trovare dunque anche le saracinesche in gran parte abbassate, se la protesta troverà larga adesione. Nel fine settimana di Pasqua Como ha registrato un afflusso di turisti da record. Una situazione che, stando al le previsioni degli operatori, è destinata a ripetersi anche in questo
week-end a caval- lo. Legge regionale alla mano, domenica, festa dei lavoratori, tutti i negozi sarebbero dovuti restare chiusi ma martedì scorso il sindaco del capoluogo lariano Stefano Bruni ha firmato un`ordinanza che consente ai commercianti di aprire regolarmente gli esercizi commerciali il primo maggio. La decisione, come indicato nell`ordinanza, è maturata proprio alla luce del «presumibile
notevole afflusso di turisti nella predetta giornata festiva e la conseguente opportunità di offrire ai consumatori, soprattutto nel centro storico, un adeguato livello di offerta». In tempi di vacche magre poi, per il sindaco lavorare un giorno in più può essere un`occasione per fare affari. Dice Bruni: «Vista la particolare situazione dicrisi economica, che sta inci- dendo in maniera negativa sul settore commerciale, abbiamo voluto dare un`occasione in più di crescita». ` La reazione però non è stata quella che il sindaco sperava. Alla notizia dell`ordinanza, tra i commercianti si è registrata una levata di scudi. Ancora più
contrariati i rappresentanti sindacali, che mercoledì sera, dopo una lunga riunione, hanno proclamato all`unisono – Cgil, Cisl e Uil – una giornata di sciopero di tutti i lavoratori del commercio. Il primo maggio
dunque, i commessi (quelli che lo vorranno, naturalmente) incroceranno le braccia e non si presenteranno in negozio. Alla faccia di turisti e visitatori, ma anche degli stessi comaschi che decideranno di trascorrere la giornata in città. Chiunque approderà nel capoluogo lariano domenica si troverà dunque in una Como desolatamente chiusa. Per festività, per sciopero e per cantieri. Se
nella città murata si prevede infatti una lunga serie di saracinesche abbassate e vetrine spente,
non andrà meglio sul lungolago, con la passeggiata tuttora impraticabile per il cantiere delle paratie.
«I lavoratori del commercio hanno accolto favorevolmente l`annuncio dello sciopero – sottolinea
Ivan Garganigo, segretario della Filcams Cgil di Como – Anche i datori di lavoro hanno capito la nostra iniziativa. L`apertura dei negozi il primo maggio non era prevista ed è stata decisa solo all`ultimo minuto, in sfregio ai lavoratori e al significato della festività». Naturalmente, non tutti la pensano allo stesso modo e tra i commercianti c`è anche si è affrettato ad appendere cartelli in vetrina per comunicare ai clienti che il negozio domenica sarà aperto. Per qualcuno saranno gli immancabili «crumiri». Per turisti e visitatori un`oasi nella città deserta.