Primo incontro governo-sindacati sul Welfare

10/09/2002




          (Del 10/9/2002 Sezione: Economia Pag. 11)
          Primo incontro governo-sindacati sul Welfare
          Subito schermaglie per il Libro Bianco.
          La Cgil: nei contratti inflazione reale e produttività

          ROMA
          In piena bagarre sui rinnovi contrattuali si apre il tavolo di trattativa fra Governo e parti sociali sulle politiche sociali. L’incontro è fissato per oggi alle 15.30 nella sede del Ministero del Lavoro. Per il governo saranno presenti il Ministro, Roberto Maroni e il Sottosegretario (con delega alle Politiche Sociali), Grazia Sestini. L´esecutivo presenterà le linee generali di riforma in materia assistenziale e una bozza del Libro Bianco sul Welfare. La stesura definitiva dovrebbe essere pronta entro ottobre per la Finanziaria. La Uil chiede «di poter esaminare quanto prima il Libro Bianco, della cui esistenza siamo venuti a sapere solo dai giornali». Riguardo ai contenuti il sindacato di Angeletti chiede che sia rispettato l’accordo fatto a giugno con il Ministro della Salute Sirchia a salvaguardia del Piano Sanitario Nazionale e di un Sistema Sanitario Nazionale unico e nessuno taglio da parte delle Regioni. Dal governo la Uil si aspetta poi l´indicazione certa delle cifre destinate alla previdenza (ossia tutto ciò che è coperto da contributi) e all’assistenza. Perché i recenti aumenti delle pensioni a 1 milione, «sono considerati assistenza». La Cisl invece chiede di «aprire subito un tavolo di trattativa col Ministro Sirchia per affrontare il tema della integrazione socio-sanitaria». Vuole sapere chi garantisce il livello minimo di assistenza previsto e quale sia il rapporto tra devolution e risorse disponibili. La Cgil invece rimane più guardinga. Achille Passoni, segretario confederale, conferma di avere saputo dai giornali del Libro Bianco sul welfare e dice di «andare ad ascoltare ciò che ha dire il Ministro Maroni, perché la convocazione è così vaga che non si può certo capire di cosa parleremo. Una cosa è certa: non si parlerà di pensioni e riguardo alla salute certo questo è un tema fondamentale. Tuttavia non reputo che l’accordo di giugno con il Ministro Sirchia abbia una valenza così pesante come qualcuno dice». Ma da corso Italia ieri è arrivata una dura stoccata sul fronte dei contratti da rinnovare che coinvolgono sei milioni di italiani, 3 milioni di dipendenti pubblici e altrettanti di privati. Il segretario confederale Carla Cantone ieri ha detto chiaro e tondo al governo: «Per tutelare i salari non basta l´inflazione programmata, occorre considerare l´andamento reale dei prezzi e anche la redistribuzione della produttività che negli ultimi 8-9 anni è cresciuta del 16-17%». Per noi la scelta dell’1,4% è sbagliata ma ammesso che il governo portasse pure ad un 1,7 o 1,9%, il problema salariale rimane, c’è una questione di politica generale dei redditi che è stata calpestata». E il segretario generale Sergio Cofferati, da Napoli, ha rilanciato l´opposizione alle scelte del governo: «Lo sciopero di ottobre della Cgil, aveva cento ragioni di attuazione nel mese di luglio, oggi quelle ragioni non sono diminuite ma aumentate. Un discorso che vale per tutti, soprattutto per il Mezzogiorno». Bocciata anche l’ipotesi di una clausola di salvaguardia nel corso dell’anno del potere d’acquisto dei salari ipotizzata da Cisl e Uil per i rinnovi contrattuali pubblici. «Non ci fidiamo delle promesse di questo governo va rivista l’intesa di febbraio», ha osservato Cantone convinta che tali ipotesi si rivelino, alla fine, una sorta di scala mobile che altro non era, ha ricordato, «un adeguamento automatico rispetto all’inflazione». Intanto le categorie coinvolte direttamente nei rinnovi mordono il freno. A suonare le sirene dell´autunno caldo sarà il settore dei trasporti forte di 700 mila unità. Cominceranno gli autoferrotranvieri venerdì 13 settembre con uno sciopero di 24 ore (che bloccherà quasi completamente il trasporto pubblico) seguiti martedì 17 dai piloti Alitalia e Alitalia Team con un´astensione di 4 ore dalle 12,30 alle 16,30. Dalle 21 di sabato 21 alla stessa ora di domenica 22 sospenderanno il lavoro i ferrovieri (le loro retribuzioni sono ferme dal `97) e sabato 28 il personale dell´Enav dalle 10 alle 18. Si preparano all´azione 1 milione 600 mila metalmeccanici, 250 mila chimici, 1 milione 500 mila addetti del turismo, 50 mila delle assicurazioni. Già sul piede di guerra i 3 milioni di pubblici dipendenti redistribuiti tra scuola, sanità, regioni ed enti locali, ministeri, forze di polizia e forze armate, agenzie fiscali, enti non economici, aziende autonome (vigili del fuoco, monopoli di Stato) università, enti di ricerca, accademie e conservatori.

          Gian Carlo Fossi