“Primarie” Per il centrosinistra un doppio bonus

18/10/2005
    martedì 18 ottobre 2005

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      I CONTII SOLDI RICEVUTI AI SEGGI SERVIRANNO PER COPRIRE LE SPESE E LE INIZIATIVE DEI COMITATI PROVINCIALI

        Dieci milioni di euro e un indirizzario
        Per il centrosinistra un doppio bonus

          Andrea di Robilant

          ROMA
          Dieci milioni di euro in contanti e un invidiabile indirizzario di elettori del centrosinistra. Al di là del significato politico delle primarie di domenica, la forte affluenza ai seggi ha prodotto un ricchissimo bonus. Anzi, un doppio bonus.

          Ad ogni votante veniva chiesto un contributo di almeno un euro. Ma molti hanno versato di più: chi cinque euro, chi dieci, chi addirittura cinquanta. E così, dopo che le scatole di cartone sono state rovesciate e le offerte contate dai tesorieri nei seggi sparsi in tutta Italia, il bottino è risultato molto più ampio del previsto.

          «Intorno ai dieci milioni di euro», ha annunciato Romano Prodi con soddisfazione a «Porta a Porta» ieri sera. La somma definitiva deve essere ancora calcolata, ma il comitato organizzatore delle primarie conferma che sarà una cifra tra i nove e gli undici milioni, e comunque di molto superiore alle aspettative.

          «Avevamo calcolato che avremmo raggiunto una somma pari a circa la metà di quella ottenuta», commenta Maurizio Chiocchetti, il dirigente diessino responsabile della «macchina» organizzativa delle primarie. «Del resto nessuno di noi si aspettava un’affluenza così massiccia. Speravamo di raggiungere al massimo quattro-cinque milioni di euro».

          Chiocchetti tiene subito a precisare che «i soldi raccolti non vengono a Roma». Andranno agli organizzatori locali e di quartiere per coprire le spese sostenute: «Carta, penne, panini, coca cole, cose di questo genere. E i soldi che avanzeranno – circa la metà secondo i nostri primi calcoli – andranno nelle casse dei comitati provinciali dell’Unione, che decideranno come e quando usarli per altre iniziative politiche. Del resto, così avevamo deciso prima delle primarie e non ci sembra il caso di tornare sui nostri passi solo perché abbiamo incassato molto più del previsto».

          Dieci milioni di euro, perdipiù inaspettati, sono tanti. Ma in prospettiva, lo sterminato file con i nomi e gli indirizzi di oltre quattro milioni di elettori del centro sinistra vale probabilmente di più. A chi votava domenica veniva chiesto di appporre due firme: la prima serviva solo per verificare che non ci fossero doppi voti e simili imbrogli; la seconda dava il via libera all’utilizzo dei dati personali (nome, indirizzo, e in alcuni casi numero di telefono) nell’ambito di campagne d’informazione e di propaganda da parte dell’Unione.

            Di fatto, l’occasione delle primarie è stata sfruttata per creare un albo degli elettori di centrosinistra. E Massimo D’Alema, presidente dei Ds, ha subito sottolineato l’importanza di questa «rete formidabile» per la campagna elettorale in vista delle elezioni politiche dell’anno prossimo.
            «E’ un file importantissimo, una grande banca dati che sarà utilissima al centrosinistra», riconosce anche Nicola Piepoli, dell’Istituto Piepoli.

              «Anzi, devo fare loro i miei complimenti. Con i dati raccolti sul campo, l’Unione potrà senz’altro effettuare un mailing politico molto efficace».
              Questo «albo» elettorale è effettivamente molto lungo – forse il più lungo indirizzario politico che sia mai stato compilato in Italia – ma rimane comunque piuttosto scarno. «Siamo in presenza di dati grezzi e non di una profilazione dell’elettore tale da permettere una comunicazione politica mirata», mette in guardia Nando Pagnoncelli, politologo e presidente dell’Ipsos. «Non conosciamo il sesso, non conosciamo l’età, soprattutto non conosciamo il preciso orientamento politico dell’individuo in questione. Sappiamo come si chiama e dove abita, ma non sappiamo se vota per Mastella oppure per Bertinotti».

              Ma potrebbe anche rivelarsi un primo passo importante verso una conoscenza più specifica del proprio elettorato. «A partire da questo enorme archivio», spiega Pagnoncelli, «sarà possibile formare dei sub-campioni di elettori di centrosinistra sui quali effettuare una profilazione più precisa attraverso interviste telefoniche». A quel punto sarà possibile effettuare sondaggi e mailing con target molto ben definiti.

                Ma per adesso Chiocchetti vede un uso limitato della banca dati che ha contribuito a creare. «La vedo soprattutto come uno strumento per comunicare con gli elettori dell’Unione, per mandare informazione politica», spiega. «O magari anche una lettera per dire “grazie, ci vediamo la prossima volta”».