Primarie dell’Ulivo, la Cgil si fa da parte

13/10/2005
    Lunedì 10 ottobre 2005

    Diario sindacale
    a cura di Enrico Marro

    Primarie dell’Ulivo,
    la Cgil si fa da parte

    Né indicazioni di voto né offerta di sedi

    Il problema non poteva essere evitato: che fare alle primarie del centrosinistra che si svolgeranno domenica prossima? La Cgil lo ha risolto decidendo di restarne fuori. Non darà indicazioni di voto né metterà a disposizione alcune sedi territoriali che erano state chieste per ospitare i seggi. La scelta del segretario generale, Guglielmo Epifani , è stata condivisa un po’ da tutti in Cgil. Anche perché schierarsi con un candidato piuttosto che con un altro avrebbe inevitabilmente diviso l’organizzazione. Chi avrebbe appoggiato, per esempio, la Fiom (il potente sindacato dei metalmeccanici), dove il segretario Gianni Rinaldini e Giorgio Cremaschi (tessera di Rifondazione comunista) portano avanti un linea, dalla politica estera alla democrazia sindacale) più vicina a quella di Fausto Bertinotti che di Romano Prodi ?

    ***

    Lo stesso giorno, martedì scorso, in cui l’amministratore delegato della Fiat, Sergio Marchionne , sul Corriere della Sera ha lanciato un forte messaggio di apprezzamento per i sindacati e i suoi leader («all’estero un dialogo così aperto e intelligente con le parti sociali se lo sognano») l’incontro tra la Federmeccanica e i sindacati dei metalmeccanici sul rinnovo del contratto si è concluso formalmente senza novità, ma in realtà con l’apertura di qualche spiraglio.


    Il nuovo direttore generale di Federmeccanica, Roberto Santarelli , ha fatto capire che le aziende, in cambio di contropartite sull’orario, potrebbero offrire qualcosa più dei 60 euro offerti finora. Forse è una coincidenza, ma si tratta del primo vero segnale che viene dalle imprese sulla volontà di sbloccare la vertenza. Nuovo incontro lunedì prossimo.


    Un bello sciopero generale per salutare un eventuale governo Prodi. Lo ha immaginato il segretario confederale della Cgil, Paolo Nerozzi intervenendo una settimana fa al convegno di politica economica organizzato dal quotidiano il manifesto . Nerozzi, molto impegnato nel dialogo con la sinistra sindacale, avverte il leader dell’Unione: «Un conto è la scelta programmatica della Cgil un altro la nostra autonomia».