Prezzi, interventi in arrivo

17/09/2003



      Mercoledí 17 Settembre 2003
      Prezzi, interventi in arrivo

      I nodi dello sviluppo – Il Governo: promozione dell’e-commerce e liberalizzazione dei saldi


      ROMA – Nel giorno della protesta, il Governo annuncia un pacchetto di misure contro il caro-vita: promozione del commercio elettronico, liberalizzazione dei saldi, informazioni settimanali agli utenti sui prezzi nei mercati rionali. Ad annunciarle è il ministro delle Attività produttive, Antonio Marzano, che presto ne parlerà con Regioni, Comuni e categorie interessate.
      Il Governo, comunque, getta acqua sul fuoco: «Non c’è emergenza», ha detto il ministro. Mentre il Commissario europeo, Romano Prodi, scagiona l’euro da qualsiasi responsabilità: «Il caro prezzo continua in Italia, unico Paese in Europa». Insomma, un problema solo nostro. E se la maggioranza smorza i toni, l’opposizione cavalca la protesta, che secondo le indicazioni dell’Intesa dei consumatori ha avuto un’adesione del 47 per cento. Francesco Rutelli, leader della Margherita, annuncia che il centro-sinistra legherà il problema del caro-prezzi alla discussione della Finanziaria e avvierà una serie di consultazioni con le associazioni dei consumatori oltre ad un monitoraggio nazionale sugli aumenti. Anche per i sindacati, come ha detto ieri il numero uno della Cgil, Guglielmo Epifani, la questione prezzi è un vero e proprio allarme: «Esiste un disagio sociale diffuso, con le famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese.
      Il Governo deve proporre misure che tengano sotto controllo la dinamica dei prezzi e, per quello che può, delle tariffe». Nell’incontro dell’altro ieri, Cgil, Cisl e Uil hanno inserito il caro-vita nelle quattro grandi questioni che riguardano il futuro del Paese. Chi invece rinvia le accuse al mittente è la Confcommercio: «Lo sciopero della spesa è una protesta più che legittima, ma rivolta contro i commercianti ha sbagliato indirizzo e destinatario», ha commentato ieri il presidente Sergio Billè. Le tensioni inflazionistiche, a suo parere, hanno cause ben diverse: l’assenza di una politica contro gli oligopoli che di fatto frena la liberalizzazione e lo sviluppo; l’irrefrenabile aumento delle tariffe, delle imposte locali e dei servizi di pubblica utilità; l’aumento a raffica dei prezzi alla produzione nel settore agroalimentare ed anche dei prodotti non alimentari.
      La Confagricoltura però non accetta di vedersi addossare le tensioni sui prezzi dei prodotti alimentari: è vero che l’andamento climatico, dalle gelate primaverili alla siccità, ha pesato sui costi di produzione, generando aumenti, ma ci sono stati anche prodotti che hanno avuto forti riduzioni: il prezzo del latte pagato all’allevatore è diminuito, come la quotazione all’origine dei pomodori, -4%, delle zucchine -30%, delle carote, -33%, e della lattuga, -4 per cento. Proprio per fugare dubbi, la Confederazione guidata da Augusto Bocchini, chiede la nascita di una Authority che vigili sul comportamento degli operatori economici lungo tutta la filiera. Se per i commercianti lo sciopero è stato un fallimento, le organizzazioni dei consumatori considerano riuscita la protesta. A Napoli, secondo Intesa, c’è stata una adesione del 56%, a Palermo e Cesena del 52%, mentre a Roma si è astenuto il 38% degli acquirenti.
      Ora i consumatori chiedono un incontro al Governo per affrontare il caro-prezzi, mentre l’Eurispes rilancia i suoi dati: l’inflazione è all’8 per cento.

      NICOLETTA PICCHIO