«Prezzi, governo colpevole»

15/10/2003

 

mercoledì 15 ottobre 2003
 
Pagina 28 – Economia
 
 

«Prezzi, governo colpevole»

Confcommercio: tasse e tariffe creano inflazione
Tutti contro tutti di fronte al carovita.
I consumatori: l´Istat sbaglia le stime sul contributo delle telecomunicazioni
          L´istituto di statistica conferma il 2,8% di settembre: istruzione e alimentari le cause
          Iniziative in tutta Italia. Billé parla di politica economica costruita sui trucchi

          LUISA GRION


          ROMA – Ieri, sull´ormai bollente fronte dei prezzi, è stato il giorno del tutti contro tutti. Confcommercio, convinta che sia giunta l´ora di liberarsi della fama dell´»untore» ha dato la colpa del lievitare dei listini alla produzione e al governo, responsabile di una politica economica costruita sui «trucchi». I produttori hanno rispedito l´accusa al mittente innescando con i commercianti una guerra di numeri. Il governo pur «individuando un ruolo grave e serio dell´euro», ha risposto a sua volta ribadendo l´esistenza di fenomeni speculativi. Non basta: in tutto questo il dato diffuso dall´Istat, che ha ufficializzato un costo della vita al 2,8 a settembre, ha rinverdito la polemica fra l´istituto e le associazioni dei consumatori. Ecco i protagonisti della frenetica giornata e le reciproche accuse.
          Le carte di Billè… Tutto è partito dall´iniziativa «carte scoperte» di Confcommercio che ieri, in tutta Italia, ha lanciato una campagna di comunicazione per dire che l´aumento dei prezzi deriva dai rincari alla produzione (più 2,9 per cento sugli alimentari rispetto al 2,2 dei prezzi al consumo; 2,4 contro 1,4 per i beni non alimentari). E visto che la pressione fiscale e il costo delle macchina pubblica sono, secondo i commercianti, la causa principale del rialzo dei listini, «il governo farebbe bene a smetterla con i trucchi».
          …e quelle dei produttori: All´attacco ha fatto subito seguito la risposta di Federalimentare, associazione di produttori. «Se si guarda correttamente all´aumento dei prezzi alla produzione del paniere censito dall´Unioncamere, emerge ad agosto un aumento del più 1,9 per cento sull´agosto 2002. Mentre, l´aumento dei prezzi al consumo di agosto 2003 su agosto 2002 è pari al 2,5».
          I numeri dell´Istat… Incurante della guerra di cifre l´Istat invece conferma le sue e fissa l´inflazione di settembre al 2,8 per cento, in crescita dello 0,2 rispetto al mese precedente. L´aumento congiunturale è dovuto ad alimentazione e istruzione.
          …e quelli dei consumatori: per le associazioni, comunque sia, l´Istat sbaglia. Sotto accusa, questa volta è il peso della voce «comunicazione» e, in particolare, della manovra tariffaria di Telecom. Secondo i consumatori il peso del settore è stato inspiegabilmente rettificato dall´istituto da un iniziale più 0,9 ad un finale meno 1,6. L´Intesa, per bocca di Lannutti dell´Adusbef, chiede il commissariamento Istat. Altrettanto polemicamente il Movimento Consumatori chiede a Biggeri, presidente dell´Istat, di «risparmiare l´inchiostro, non gli crede più nessuno».
          Il governo: il ministro Marzano non rinuncia all´idea di una speculazione interna al commercio, pur se non generalizzata «Bisogna chiedere alle associazioni di fare un protocollo di intesa per prezzi stabili almeno per i prodotti più acquistati dalle famiglie», ha detto.
          Telegramma a Berlusconi: nel bagarre di dichiarazioni c´è chi preferisce fare da sé. L´Unai, (unione nazionale alberghi d´Italia) ha inviato un telegramma a Berlusconi: «Altro che aumenti dei prezzi. Le nostre tariffe sono scese del 7 per cento».