Prezzi fermi, scoppia la polemica

16/06/2004


 Economia
 
     
 



Da l’Unità del
16.06.2004
 

Prezzi fermi, scoppia la polemica
di Laura Matteucci

Il prezzo della benzina schizza di 8 punti percentuale, ma l’inflazione resta ferma al 2,3% per il quarto mese consecutivo. Dati schizofrenici che arrivano entrambi dall’Istat, e che hanno suscitato immediate polemiche. Per l’Intesa dei consumatori, che contesta il tasso di inflazione complessivo e trova le rilevazioni dell’Istat «quantomeno bizzarre», accusando l’Istituto di aver preso «un colpo di sole», l’aumento reale del prezzo del carburante è pari al 12,1%. Vero che il prezzo del petrolio è tornato sotto i 38 dollari, ma le recenti fiammate porteranno comunque ad un prossimo aumento delle tariffe della luce, mentre il salasso dei distributori di benzina continuerà ancora. Per tutti gli italiani, dunque, si preannuncia un’estate di stangate.

Tanto che la Cisl si rivolge direttamente al governo, ricordando che le buste paga dei lavoratori sono falcidiate dal prezzo del carburante: «Invece di pensare a ridurre le tasse per i ricchi, il governo pensi a ridurre le tasse che gravano sul prezzo della benzina. L’aumento dell’inflazione è sempre più legato all’aumento del prezzo dei carburanti», dice il segretario confederale Cisl Raffaele Bonanni. La Cisl «insiste su un punto fondamentale: il governo deve ripristinare la sessione di politica dei redditi prima del varo del Dpef» (il Documento di programmazione economica che dovrebbe venire varato entro giugno, ma che con tutte le probabilità verrà ritardato). Con la concertazione «si può concordare – continua Bonanni – una politica dei redditi in cui il tasso di inflazione programmato sia concordato in maniera realistica insieme alle parti sociali».

A maggio, dunque, stando all’Istituto nazionale di statistica, non cambia il copione, nonostante sia proprio la benzina, tra le varie voci del comparto energia, a registrare l’incremento più significativo, +7,9% nei primi cinque mesi dell’anno. I beni energetici in generale, comunque, subiscono un’accelerazione per il quinto mese consecutivo, su base tendenziale pari all’1,9%. I combustibili liquidi per il riscaldamento delle abitazioni aumentano del 6,2% su maggio 2003, la benzina verde cresce del 2,7% rispetto al mese precedente, del 7,5% su base annua, e del 7,9% nei primi cinque mesi. La corsa dei prezzi degli alimentari, in compenso, pur essendo sempre in salita sembra rallentare (+3,1% tendenziale contro il +3,4% di aprile). Una compensazione che non sembra in grado di riequilibrare la bilancia.

Quanto alle 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell’indice si sono verificati a Torino (+2,9%), Potenza e Reggio Calabria (+2,8% per entrambe), l’Aquila e Napoli (+2,6% per tutte e due). Gli aumenti più moderati, invece, si sono registrati a Venezia e ad Ancona (+1,6% per entrambe), Bologna e Firenze (+1,7% per tutte e due) e Aosta (+1,8%).

Ma i dati vengono tutti contestati dalle associazioni dei consumatori, ancora una volta scesi sul piede di guerra contro l’Istat. Quella dell’Istituto, secondo l’Adusbef, «è una rilevazione bizzarra», dal momento che, dicono i calcoli dell’associazione guidata da Elio Lannutti, «per un litro di verde si spende il 12,1% in più rispetto a gennaio, con un aggravio pari a 7,5 euro a pieno e di 220 euro a famiglia in un anno». Senza contare che, dice l’Intesa, «nelle elaborazioni dell’istituto non appare in alcun modo rilevato l’impatto che il forte aumento della benzina ha avuto sui prezzi dei beni trasportati, che arriva ad incidere fino al 10% del prezzo dei singoli beni».
L’unica vera, buona notizia è che è cominciata nel frattempo la graduale discesa dei prezzi alla pompa, grazie al calo del petrolio, tornato sotto quota 38 dollari a New York e sotto i 35 a Londra.