Prezzi «fermi», ma le famiglie non ci credono

15/06/2006
    gioved� 15 giugno 2006

    Pagina 15 – Economia & Lavoro

    Prezzi �fermi�
    ma le famiglie non ci credono

      Per l’Istat carovita al 2,2%. Il governo riconosce l’erosione del potere di acquisto

        di Laura Matteucci / Milano

        EROSIONE Inflazione inchiodata nel mese di maggio. L’Istat conferma le anticipazioni: +0,3% rispetto ad aprile, stabile al 2,2% sull’anno. A spingere i prezzi � principalmente il caro-energia, con le inevitabili ricadute sui capitoli casa e trasporti. Il comparto alimentare, che viceversa continua a registrare variazioni tendenziali moderate e quindi a produrre un effetto-calmiere, non basta per� a ridurre �un’inflazione rimasta elevata, che sta erodendo il potere d’acquisto delle famiglie�, come ha sottolineato anche il ministro all’Economia, Tommaso Padoa-Schioppa, nella sua relazione portata ieri Parlamento.

        Inflazione elevata, secondo le associazioni dei consumatori comunque troppo bassa per l’Istat rispetto alla realt�, che di certo � destinata ad ulteriori appesantimenti. Basti pensare al regalo postumo del governo Berlusconi che, per non aver rimborsato vecchi obblighi del monopolio (1,245 miliardi di euro solo per il 2006), si tradurr� gi� da luglio in una nuova stangata sulle bollette elettriche, con rincari del 3-5% che peseranno sulle famiglie italiane fino a 20 euro l’anno.

        �Mentre i servizi bancari e assicurativi continuano a crescere e all’orizzonte si profila l’ennesimo prelievo forzoso sulla luce di 20 euro – commentano infatti Adusbef e Federconsumatori – arriva l’ennesima favoletta dell’Istat sull’inflazione stabile al 2,2%�. E ancora: �Se le retribuzioni sono cresciute del 4,8% (dato Istat dell’altro giorno, comunque abbondamente ridimensionato pensando ai rinnovi contrattuali e alla media europea, che ci vede sempre agli ultimi posti, ndr) e l’inflazione misurata � del 2,2% su base annua – proseguono le associazioni – come si spiega la corsa all’indebitamento delle famiglie, la proliferazione della cessione del quinto dello stipendio con tassi proibitivi, la proliferazione di finanziarie che offrono agli anziani prestiti vitalizi, il ricorso al credito al consumo con volumi che hanno superato il 20% negli ultimi 12 mesi?�. Morale: �Nel registrare un crescente disagio di milioni di famiglie, che non riescono neppure a onorare i debiti pregressi – concludono le associazioni – Adusbef e Federconsumatori auspicano che si possa rivedere un paniere pieno di buchi, con pesi decrescenti che non misurano i redditi calanti�.

        Analoga richiesta arriva dl Codacons, che sollecita �il ministro Bersani (Sviluppo economico, ndr) di organizzare subito un tavolo tecnico tra Consumatori, Comuni, mondo del commercio e Istat, finalizzato a rivedere i metodi di rilevazione dei prezzi�. Ormai i dati, prosegue il Codacons, �vengono puntualmente criticati da pi� parti, per la loro evidente distanza dalla realt�. Sarebbe bene quindi dare vita ad un tavolo operativo per migliorare la quantit� e le qualit� delle rilevazioni prezzi dell’Istat, affiancando ai rilevatori comunali quelli delle associazioni dei consumatori�.

        E vediamo il dettaglio degli aumenti, come rilevato dall’Istituto di statistica. A pesare sull’andamento dell’inflazione, si diceva, � soprattutto il caro-energia. Segnalati rialzi per tutti i prodotti energetici: i prezzi della benzina verde crescono del 3,2% rispetto ad aprile e del 9,8% rispetto a maggio del 2005, quelli del gasolio del 2,9% su base mensile e dell’11% su base annua.

          Per i combustibili liquidi, l’aumento congiunturale � dell’1,4%, mentre il tasso tendenziale arriva a +14,2%. La riduzione delle accise consente invece un calo dello 0,9% rispetto ad aprile per quanto riguarda il gas metano. Hanno in parte controbilanciato l’effetto del caro-energia le diminuzioni registrate nel capitolo delle comunicazioni (-3,2% tendenziale) e in quello degli alimentari non lavorati, che comprende ortaggi e legumi (-3,3% tendenziale) e la frutta fresca (-5,4%).