Prezzi fermi, ma i salari non bastano

01/06/2005
    mercoledì 1 giugno 2005

    Prezzi fermi, ma i salari non bastano

      A maggio inflazione all’1,9%. I consumi al palo. In crescita la spesa per i trasporti

      di Marco Tedeschi / Milano

        PAESE FERMO In altri tempi, ormai lontani, sarebbe stata persino una buona notizia, ma adesso è l’ennesima riprova dello stato di recessione in cui si trova il Paese. Stiamo parlando dell’inflazione che nel mese di maggio è rimasta ferma all’1,9% su base annua
        mentre è avanzata dello 0,3% nel raffronto con il mese di aprile.
        Lo ha reso noto ieri l’Istat che ha inoltre sottolineato come gli aumenti congiunturali più significativi dell’indice per l’intera collettività si sono verificati per i capitoli Trasporti (più 0,7 per cento), Mobili, articoli e servizi per la casa (più 0,4 per cento) e Servizi ricettivi e di ristorazione e Altri beni e servizi (più 0,3 per cento per entrambi).

        Una variazione nulla si è invece verificata nel capitolo Istruzione; variazioni negative si sono registrate nei capitoli Comunicazioni (meno 0,4 per cento) e Abitazione, acqua, elettricità e combustibili e Ricreazione, spettacoli e cultura (meno 0,1 per cento per entrambi).
        Per quanto riguarda l’area Ocse c’è invece da registrare un’ascesa dell’indice dei prezzi al consumo che nel mese di aprile è salito al 2,8%, dal 2,6% di marzo. Più in generale, a fronte dell’1,9% italiano, nell’Eurozona l’inflazione si è attestata al 2,1%. In particolare, negli Stati Uniti la variazione è stata di +3,5%, dal 3,1% di marzo; in Gran Bretagna +3,2%, in Francia +1,8%, in Germania +1,6%, in Canada +2,4%. Solo in Giappone i prezzi sono restati stabili.

        Escludendo alimentari ed energia, l’inflazione dell’area Ocse è cresciuta dell’1,9% annuo, contro il +2% registrato a marzo. I prezzi energetici continuano invece a salire impetuosamente: +12,1% ad aprile contro +9,4% di marzo. In Italia i prezzi dell’energia sono aumentati del 9,4% e nell’Eurozona del 10,2%.

        Tornando al nostro Paese, i dati Istat sono stati accolti con preoccupazione da varie associazioni. «L’inflazione resta ferma mentre l’economia nazionale recede in presenza di una domanda interna bassa e consumi ridotti al lumicino», ha commentato ad esempio la Confesercenti.