Prezzi, ecco la stangata di Natale

04/12/2003


GIOVEDÌ 4 DICEMBRE 2003

 
Pagina 12 – Economia
Prezzi, ecco la stangata di Natale
Dai giocattoli alle lenticchie, aumenti 6 volte l´inflazione
    Indagine sul campo dell´Intesa dei consumatori sui listini del 2003
    Una media dell´8% in più sullo scorso anno. Decollano note book, panettoni e Barbie. Alimentari in tensione. Giù libri e Play station

    LUISA GRION


          ROMA – La mamma capisce e saprà farne a meno, il fidanzato e la fidanzata per questa volta si dovranno accontentare. Taglio secco, quindi ai regali. Ai bambini però non si rinuncia: sono sempre di meno e saranno sempre più coperti di giocattoli. E non si tocca nemmeno il pranzo, con panettone e tutto il resto, altrimenti che Natale è? Queste dunque saranno le Feste di fine anno. Più freddine e grigine del solito, dicono tutti. Ma non per questo meno care. L´Intesa dei consumatori (Adoc, Adusbef, Codacons e Federconsumatori) ha fatto il giro di negozi e supermercati e ha scoperto che, per quanto riguarda gli acquisti di Natale, l´inflazione è ben più alta del 2,5 per cento stabilito dall´Istat. Fare festa quest´anno, nella tradizione e senza esagerare , costa il 7-8 per cento in più rispetto al 2002.
          Scorriamo la lista del pranzo «tipico»: meglio brindare senza mangiare. Gli unici prezzi in calo sono quelli di spumante e prosecco (va di moda il vino che infatti è aumentato del 6,4 per cento rispetto all´anno scorso), per il resto il piatto piange. Cappone e tortellini si possono ancora comperare, ma una fetta di panettone costa l´8 per cento in più rispetto al 2002. Addirittura proibitive le lenticchie: la tradizione vuole che a mangiarle a Capodanno portano soldi per tutto l´anno. Per adesso li levano: rispetto allo scorso anno sono aumentate del 18,4 per cento. Stessa linea per i giocattoli dove (a parte la pista delle automobiline che nessuno vuole più e alla play station che ormai ha già dato) il rincaro medio è del 13 per cento: dalle Barbie alle macchine radiocomandate. Aumenti contenuti (il 3,2 per cento) sono previsti solo per Cicciobello, che comunque di media costa 32 euro.
          Dunque il prezzo picchia forte dove l´acquisto è più sicuro: l´albero di Natale, per esempio. Chi è disposto a rinunciarci? Nessuno, infatti gli aumenti, a seconda del modello, vanno dal 4 al 25 per cento. Le palline per decorarli raggiungono rincari record del 48. Perfino i nastrini sono aumentati del 21, 4 per cento.
          E´ stato anche detto che questo sarà l´anno del regalo tecnologico, ma chi dona un "note book" spende il 17,3 in più rispetto allo scorso anno. Meglio mettere sotto l´albero il caro, vecchio libro (il prezzo medio è calato del 5,3 per cento) o mantenersi sull´anonimo regalando cinture e cravatte (i cui prezzi restano al palo).
          Se non ci fosse il clima internazionale che c´è varrebbe la pena perfino di viaggiare: una vacanza al caldo costa il 3,4 per cento in meno rispetto al dicembre dello scorso anno. Ma visto che andare all´estero è ormai considerato un gesto avventuroso e la tendenza generale è quella di restare in patria, la tranquilla e più sicura settimana bianca è rincarata del 4 per cento. Quella in beauty farm, che fa tanto tendenza, quasi del 6.
          «C´è poco da spendere, le famiglie saranno più occupate a pagare i debiti che a pensare ai regali – dice Rosario Trefiletti leader della Federconsumatori – il potere d´acquisto è in netto calo e il Natale ne pagherà le conseguenze. Era già freddino, diventerà freddo. Però va detto che rispetto allo scorso anno c´è una diffusa consapevolezza: le cose non vanno affatto bene e chi opera nel settore è spaventato dal calo dei consumi. I commercianti hanno paura e, a loro modo, cercano un assestamento. Non abbassano i prezzi di listino, ma fanno più sconti, offerte, promozioni. Cercano di conquistare un cliente sempre più attento alle differenze minime».
          Di fatto pare che nella corsa al regalo o al panettone questa volta vinca chi sa girare più in fretta e spulciare meglio fra le offerte. Quest´anno il dono non deve stupire, non deve essere esibito, deve semplicemente costare poco.