Prezzi e tariffe, stangata sulle famiglie

22/06/2005
    mercoledì 22 giugno 2005

      Prezzi e tariffe, stangata sulle famiglie
      Il governo studia un piano per arginare il caro-petrolio. Aumenti di gas, luce e trasporti

        di Laura Matteucci / Milano

          L’ENNESIMA STANGATA. Il caro-petrolio, unito al deprezzamento dell’euro-dollaro, può costare alle famiglie italiane anche 400 euro l’anno in più. Solo per la benzina, i rincari saranno intorno ai 240 euro. A pesare anche gas, luce, trasporti e inflazione (po-
          trebbe aumentare di un decimo di punto già a luglio, e tornare rapidamente sopra il 2%). La stima viene da Adusbef e Federconsumatori che invocano un intervento calmieratore del governo, «del tutto assente sia sulle politiche energetiche sia sulla difesa dei redditi», e chiedono «la restituzione di 4 miliardi di sovrattasse incamerati dal governo in questi anni per l’incremento del prezzo dei carburanti».

            Già da luglio per il gas e l’elettricità le famiglie subiranno un ulteriore aggravio economico annuo rispettivamente intorno ai 10 e 37 euro. Tutti aumenti a breve scadenza, che oltretutto rischiano di venire replicati ad ottobre.

              Il prezzo del petrolio, peraltro, nei prossimi anni secondo tutti gli analisti rimarrà alto, intorno ai 40-60 dollari al barile, con picchi di 80-90 dollari. Accantonata qualsiasi ipotesi di un congelamento tout court delle tariffe, e spinto soprattutto dall’allarme che viene dagli industriali, il governo punterebbe ad un intervento calmieratore per attenuare l’impatto sulla competitività del sistema di cui i costi energetici rappresentano uno dei punti vulnerabili.

                Benzina. Secondo i calcoli dei consumatori, ogni pieno di benzina costerà otto euro in più. Partendo da un consumo medio di 30 pieni da 50 litri l’anno, le associazioni conteggiano un maggior esborso da almeno 240 euro in più l’anno.

                  Elettricità. La luce già a luglio rincara del 3%: aumenti che per una famiglia tipo, con consumi di 225 kwh mensili e 3 kw di potenza impegnata, si traducono in un aggravio sui costi annui di 10 euro. E ad ottobre si rischiano nuovi incrementi, un altro +3%.

                    Ferrovie. L’ipotesi è di un aumento del 4,15% a partire dal primo luglio, ma i rincari varierebbero tratta per tratta con punte dell’8% per gli Eurostar. Aumenti già concessi dal Cipe e dai ministeri competenti per il 2002, ma bloccati per il changeover lira-euro. Un blocco che però, secondo l’Adusbef non si è fatto sentire sulle tasche di chi viaggia. «Non è vero che le tariffe siano rimaste bloccate – affermano i consumatori – sulle tratte regionali ci sono stati aumenti anche a 2 cifre. In Lombardia, ad esempio, il rincaro è stato di circa l’11%».

                      Le misure del governo. Allo studio un decreto che punta a calmierare i costi attraverso un meccanismo di «diluizione del peso sulle tariffe elettriche dei rimborsi a cominciare dagli stranded cost, i cosiddetti costi incagliati» (per il 2000-2003 prevedono una compensazione di circa 850 milioni di euro). Si tratta di rimborsi riconosciuti agli operatori, primo tra tutti l’Enel, per gli investimenti sostenuti nel passato e non più recuperabili con l’apertura del mercato elettrico. Sul piatto potrebbe esserci anche la diluizione di altri oneri di sistema, primo tra tutti il cosidetto Cip 6. Ovvero l’incentivo dato alle imprese che producono energia elettrica con fonti rinnovabili o assimilate. Una voce che pesa intorno ai 2 miliardi di euro l’anno sulle tariffe dei consumatori.