Prezzi e tariffe, nuova stangata di primavera

03/04/2006
    domenica 2 aprile 2006

    Pagina 14 – Economia & lavoro

    Prezzi e tariffe, nuova stangata di primavera

      Ieri sono scattati i rincari per luce e gas. Per aprile prevista inflazione in crescita

        di Laura Matteucci/ Milano

          LE MANI IN TASCA Quasi quaranticinque euro in pi� all’anno, solo per le bollette di luce e gas. Un record che non si vedeva da anni. Senza contare la benzina. E se il petrolio non dovesse arrestare la sua corsa, rientrando a regime intorno alla soglia dei 60 dollari al barile, si profilerebbero a breve altri clamorosi aumenti. Sono entrate in vigore le nuove tariffe trimestrali varate dall’Autorit� per l’energia, che ha aggiornato quelle in vigore fino a due giorni fa, con un +2,1% per il gas e un +5,7% per l’elettricit�. I sindacati si sono gi� espressi, definendo quanto sta avvenendo un massacro sociale per lavoratori e pensionati.

            Ed � sfumata anche l’ipotesi, circolata nei giorni scorsi, di un congelamento delle tariffe per decreto. �Un’idea priva di fondamento�, la definiscono in sede governativa. �Il governo non pu� intervenire sulle bollette che sono legate all’andamento dei prezzi del petrolio�.

              Eppure, non � che le casse dello stato non risentano dell’andamento del greggio. In questi cinque anni, parliamo solo della benzina, il governo Berlusconi ha aumentato l’Iva di 2 centesimi al litro, e le accise di 4 centesimi al litro.

                Morale: il governo che dice di voler abbassare le tasse, tassando la benzina incassa 1,5 miliardi di euro in pi� all’anno. �Si sta comportando come una compagnia petrolifera, questa � la verit�, dice Rosario Trefiletti, presidente di Federconsumatori.

                  Torniamo a luce e gas. Per l’energia elettrica il nuovo aumento del 5,7% segue quello del 2,5% del primo trimestre, mentre il consuntivo 2005 � un aumento dell’8,3% per un totale di 25-26 euro di rincaro a famiglia. Per il gas la stangata � anche pi� forte: l’ultimo aumento del 2,1% si aggiunge a quello dello 0,7% del primo trimestre di quest’anno, mentre nel 2005 � stata raggiunta quota 11,2%, che tradotto significa una media di 94 euro in pi� all’anno.

                    Come ricorda Raffaele Bonanni, segretario confederale Cisl: in Italia �c’� stato un finto processo di liberalizzazione, che ha garantito il permanere dei vecchi monopoli�. �Queste societ� – continua – hanno aumentato gli utili del 30% nel 2005, sono cresciuti i dividendi, i guadagni di borsa e i premi per i dirigenti. Le bollette per� non sono mai scese per i cittadini. � venuto il momento di aprire un tavolo di confronto e di rivedere tutto il processo di liberalizzazioni�.

                      Nonostante tutto, l’inflazione di marzo calcolata dall’Istat resta inchiodata al 2,1%. �Ma non � una novit� – dice ancora Trefiletti – C’� stato il botto del prezzo del petrolio, eppure gli aumenti dell’energia non vengono mai registrati dall’inflazione. Incredibile�. La polemica sui prodotti, il peso che viene loro dato dall’Istat, nonch� sull’accuratezza delle rilevazioni, continua.

                        Vero, comunque, che l’istituto economico Isae prevede per il mese prossimo una risalita dei prezzi al consumo, tenuto conto del fatto che l’indice non potr� non registrare i corposi aumenti delle tariffe energetiche. E segnala un’accelerazione gi� in atto della dinamica dei prezzi. Che andr� a pesare direttamente sulle tasche degli italiani.

                          I quali, peraltro, sono gi� piuttosto indebitati: il credito al consumo, infatti, dal 2001 ad oggi � quasi raddoppiato (passando da 40 miliardi a 70 miliardi di euro). E, come dice Trefiletti, �non � una questione sociologica�. �Non � che aumenta perch� ci stiamo allineando alle abitudini di altri paesi occidentali: aumenta per bisogno�.