Prezzi caldi, inflazione boom in gennaio

06/02/2006
    sabato 4 febbraio 2006

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    Prezzi caldi, inflazione boom in gennaio

      Dopo l’illusione di dicembre, il 2006 inizia con una pericolosa impennata del 2,2%
      Il settore energetico trascina in alto (+5,8%) le utenze domestiche. Ma Storace � felice

        di Giampiero Rossi/ Milano

          SPESA Dicembre � stato il mese dell’illusione. A gennaio l’inflazione ha rialzato la testa crescendo dal 2% al 2,2%. Un’impennata evidente anche nell’indice armonizzato ai canoni Ue, salito dal 2% di dicembre al 2,3% di gennaio (contro il 2,4% della media della zona euro). Sar� colpa del petrolio o della crisi del gas russo, ma di certo il principale imputato � ancora una volta il comparto energetico: per il settore, infatti, il tasso di inflazione si � attestato al 10,6%, e gli effetti si vedono sul costo dei carburanti, delle tariffe di luce e gas e dei servizi, che hanno registrato i rincari pi� evidenti. In particolare il capitolo di spesa legato all’abitazione, che comprende anche le utenze domestiche, � schizzato del 5,8% in un anno e dello 0,9% in un mese. Proprio a gennaio sono infatti scattati gli adeguamenti tariffari decisi ogni trimestre dall’Autorit� per l’energia per luce (+2,55) e gas (+0,7%. Con un impatto sull’aumento mensile dei prezzi che l’Isae stima in 4 centesimi di punto.

            Ma gli effetti del caro-energia si sono visti anche nel capitolo trasporti che, nonostante il calo dello 0,3% rispetto a dicembre, ha registrato su base annua un aumento del 3,9%. Ancora una volta benzina e gasolio mettono a segno aumenti da capogiro, superiori al 12% per entrambi.

              E con l’energia aumentano anche i tabacchi (+0,5% rispetto a dicembre dopo mesi di stabilit�) e i servizi ricettivi e di ristorazione (in pratica bar, ristoranti e alberghi), aumentati dello 0,7% in un solo mese e del 2,6% in un anno. A contenere i rimbalzi, oltre alle solite comunicazioni (-3,7% su base annua), sono invece anche i servizi sanitari e le spese per la salute che, anche grazie al ribasso del 2% dei prezzi delle medicine rispetto a dicembre, registrano un -0,8% mensile e un limitato +0,9% annuale. Da qui la soddisfazione del ministro della Salute, Francesco Storace: l’inflazione, gongola Storace, �registra l’entrata a regime della legge sugli sconti in farmacia. Credo che si cominci a affermare una risposta positiva da parte della categoria dei farmacisti, che diventano i migliori testimonial di una campagna sul corretto uso del farmaco. Per risparmiare sulle medicine non c’� bisogno di andare al supermercato�.

                Una soddisfazione effimera, insomma, e per niente condivisa per� da sindacati, consumatori ed esercenti. Secondo la Coop, per esempio, �non � certamente privo di significato il fatto che questo abbassamento sia avvenuto a gennaio 2006, proprio in concomitanza con l’inizio della raccolta firme promossa nei nostri supermercati e ipermercati per la liberalizzazione della vendita dei farmaci senza obbligo di ricetta. Raccolta che peraltro sta ottenendo un grande successo�.

                  Confcommercio e Confesercenti individuano nell’energia un’autentica voce d’emergenza per il paese e chiedono l’attuazione di una politica energetica capace di arginare aumenti che altrimenti, spiega Confcommercio, �condizioneranno ancora a lungo le dinamiche inflazionistiche, incidendo in misura rilevante sui bilanci delle famiglie, con inevitabili effetti sui consumi di altri beni, e delle imprese, che si potrebbero trovare costrette a traslare parte degli aumenti dei costi sul prezzo finale�. E Confeserecenti indica nel taglio delle accise una priorit� per il prossimo governo.

                    Nonostante il recente aggiornamento del paniere, i consumatori ritengono che l’Istat misuri ancora una �realt� virtuale�. �Il vero impoverimento delle famiglie – afferma Intesaconsumatori – � rappresentato dai 60 miliardi di euro (oltretutto serviti a far lievitare affitti e costi di acquisto delle abitazioni, provocando ricadute pesantissime) trasferiti forzatamente dalle tasche dei cittadini a quelle di coloro che hanno fatto prezzi e tariffe�. Anche i sindacati lamentano la mancanza di una strategia. �Va attuata una politica di governo dei prezzi e delle tariffe, come chiediamo da tempo�, afferma il leader della Cisl, Savino Pezzotta. Secondo Marigia Maulucci, segretaria confederale della Cgil, l’inflazione in aumento � l’�ennesima eredit� negativa della politica di questo governo. Gli aumenti dei prodotti petroliferi e del gas e gli aumenti dei prezzi alla produzione fanno crescere l’inflazione, com’era prevedibile. La modifica del paniere incide avvicinando l’inflazione reale a quella percepita e correggendo quindi le distorsioni dei medi precedenti – conclude la dirigente sindacale – la recessione, il crollo della domanda e la caduta di competitivit� e oggi l’aumento dell’inflazione compongono il quadro negativo risultato di una politica economica fallita che il governo lascia in eredit�.