“Prezzi 1″ La Francia congela l´inflazione

18/06/2004


      venerdì 18 giugno 2004

      Pagina 33 – Economia

       
       
      L´intesa ottenuta dal ministro dell´Economia Sarkozy prevede un taglio complessivo del 3% entro il 2005
      La Francia congela l´inflazione
      Accordo governo-supermarket: prezzi giù del 2% a settembre

      DAL NOSTRO CORRISPONDENTE
      GIAMPIERO MARTINOTTI

      PARIGI – I prezzi praticati dalla grande distribuzione diminuiranno a settembre del 2% e dell´1% nel 2005. Inchiodati al tavolo delle trattative dal ministro delle Finanze, Nicolas Sarkozy, industriali, distributori, agricoltori e associazioni dei consumatori (con una sola eccezione) hanno firmato ieri un accordo che mette nero su bianco l´impegno, che riguarda solo i prodotti «marchiati». Secondo il ministro, che aveva minacciato di ricorrere alla legge per imporre la sua volontà, l´intesa significa un aumento dello 0,2% del potere d´acquisto delle famiglie, ma gli esperti dubitano che possa bastare per rilanciare i consumi.
      L´abbassamento dei prezzi sarà sopportato paritariamente da distributori e produttori, mentre un ulteriore 1% dovrebbe venire dai «retromargini», cioè le somme versate dalle industrie ai distributori. Questa seconda parte dell´accordo, tuttavia, è già soggetta a interpretazioni divergenti su chi dovrà pagare. Una speciale commissione dovrà verificare il rispetto dell´accordo, che rappresenta solo un mezzo successo per il ministro, che quindici giorni fa aveva fissato l´obiettivo di una riduzione del 5%. Secondo i firmatari (Carrefour, Leclerc, Auchan, Intermarchè, Cora, Monoprix, L´oreal e Procter and Gamble), naturalmente, si tratta già di uno sforzo importante: «E´ come avere eliminato un anno di inflazione su metà del carrello della spesa», dice Michel-Edouard Leclerc. Il governo non ha dato niente in cambio, ma si è detto disposto a rivedere certe regole molto rigide per gli ipermercati.
      Il ministro delle Finanze è da qualche settimana alla ricerca di nuovi strumenti per stimolare la ripresa. La crescita francese dovrebbe raggiungere a fine anno il 2%, ma la fiducia di imprenditori e famiglie resta molto bassa. Sarkozy ha così deciso di introdurre, nei limiti concessi dai conti pubblici, qualche misura fiscale in favore dei consumatori e ha spinto per la riduzione dei prezzi della grande distribuzione.
      Gli esperti, tuttavia, non si fanno molte illusioni sul reale impatto dell´accordo. I consumatori, infatti, potrebbero non vedere una gran differenza nel costo della spesa. In primo luogo, infatti, l´accordo riguarda solo i prodotti dei marchi, che rappresentano la metà degli acquisti. E la loro discesa è ancora molto limitata: in Francia, i grandi marchi sono venduti a prezzi più cari del 5-13% rispetto agli altri paesi europei. Inoltre, il ribasso sarà calcolato sui prezzi di gennaio, ma in primavera alcune grandi catene hanno lanciato promozioni molto vistose, il che renderà meno evidente la riduzione dei prezzi in settembre. Infine, il ribasso riguarda prodotti che sono molto aumentati dal 2000 a oggi: 22% per l´igiene personale, 15% per gli alimenti per bambini e la profumeria, 13% per la pulizia domestica. La differenza sullo scontrino dei consumatori, insomma, rischia di essere limitata a pochi centesimi e di non aver un vero impatto psicologico su una clientela abituata alle grande campagne promozionali, limitate nel tempo e magari a una sola giornata, della grande distribuzione.
      Gli economisti, in ogni caso, sono più che scettici: «E´ un´iniziativa bizzarra e incomprensibile – dice Henri Sterdyniak dell´Ufficio delle congiunture economiche, l´istituto diretto da Jean-Paul Fitoussi – . In una situazione di bassa inflazione, il tentativo di Sarkozy appartiene più che altro al marketing e permetterà ad alcuni grandi distributori di farsi pubblicità». Altri parlano di impatto marginale e criticano «l´ingenuità» del ministro.