Previdenza:dal rapporto Istat, un’Italia a più facce

26/02/2001

   
 
Pagina 4



    Previdenza
    Dal rapporto Istat emerge un’Italia a più facce: in Molise i trattamenti meno consistenti

    A Roma 1,8 milioni di pensione
    E tra le «anzianità» la media sale a tre milioni
    Marco Peruzzi
    Poco più di 19,3 milioni a testa. Ma è solo una media. In realtà gli importi delle pensioni variano, oltre che in base ai contributi versati da ciascuno dei titolari durante la vita lavorativa (o meglio, durante gli ultimi anni di attività), anche da Regione a Regione. Lo dimostra uno studio dell’Istat che ha tracciato la piantina geografica dei trattamenti pensionistici corrisposti a fine ’98 da tutti gli enti previdenziali.
    I pensionati più ricchi risiedono nel Lazio. E non solo per le pensioni di anzianità. Hanno in media trattamenti annui lordi di circa 3,5 milioni di lire più elevati rispetto alla media nazionale (circa 1,8 milioni al mese). Ma ottengono, soprattutto, trattamenti anticipati. Tra anzianità Inps e baby pensioni del pubblico impiego, i prepensionati nel Lazio sono più di 162mila, hanno una rendita media annua di oltre 35milioni di lire e costano alle casse degli enti quasi 5.800 miliardi.
    Nelle Marche, invece, i pensionati di anzianità più poveri. Rispetto ai residenti del Lazio scontano un assegno più leggero di quasi un terzo, e sono, naturalmente, molti di meno: neanche 68mila. In quella Regione gli enti, per i trattamenti anticipati, spendono nel complesso 1.605 miliardi.
    Alla Lombardia, complice l’elevato numero di titolari delle varie prestazioni, il primato incontrastato della spesa, e non solo per le pensioni di anzianità. Dei necessari 54.783 miliardi, nel ’98 i pensionamenti prima dell’età per la vecchiaia ne assorbivano 14.336. Risiedono in Molise, invece, i pensionati più poveri, che hanno una rendita media inferiore ai 15 milioni lordi annui.
    Dalla regionalizzazione della previdenza così come certificata dall’Istat risulta inoltre che la spesa complessiva per pagare le pensioni, in quell’anno, è stata di circa 314mila miliardi di lire. Quasi un quinto di questa cifra è servito per garantire le pensioni di anzianità. Un impegno senz’altro non giustificato dal numero dei beneficiari. Mentre quelli di anzianità erano infatti 2.278.497, il totale dei pensionati era di 16.244.610. In pratica, un pensionato su sette ha un trattamento anticipato. Va però considerato che i numeri sui pensionamenti di anzianità non tengono conto di coloro che, pur essendo andati in pensione prima di aver compiuto l’età per la vecchiaia, al momento dell’indagine dell’Istat avevano già raggiunto quel requisito, e il loro trattamento è stato trasformato, d’ufficio, in pensione di vecchiaia.
    Lunedì 26 Febbraio 2001
 
|

   
Copyright © 2000 24 ORE.com. Tutti i diritti riservati