“Previdenza” Tocca ai lavoratori scegliere

02/02/2007
    venerdì 2 febbraio 2007

    Pagina 16 – Economia & Lavoro

    Tfr e previdenza integrativa
    tocca ai lavoratori scegliere

      Parte la campagna informativa della Cgil, che avverte: più garanzie dai fondi collettivi o negoziali

        di Giampiero Rossi/ Milano

        SPIEGARE «Siamo qui per imparare a scegliere». Così la segretaria confederale della Cgil Morena Piccinini ha aperto ieri la campagna “Decidi nel tuo interesse”, lanciata dall’organizzazione sindacale per informare i lavoratori sul cosiddetto secondo pilastro della previdenza e sul destino del proprio trattamento di fine rapporto. «Vogliamo dare a tutti la possibilità di scegliere nel loro interesse e per questo inizieremo subito nelle aziende attraverso le assemblee – aggiunge la Piccinini – e poi abbiamo brossure, cartoline, un sito internet (www.tfrnewscgil.it) e arriveremo con i messaggi sms sui cellulari degli associati. E ci saranno piccoli messaggi in tv e in radio». Insomma, tutto quanto è possibile utilizzare por far circolare informazioni utili e attendibili nel semestre che precede la fase del silenzio-assenso. Ma, come sottolinea la segretaria generale della Cgil Lombardia, Susanna Camusso, «noi ci impegniamo per aiutare i lavoratori a scegliere, perché non ci piace l’idea del silenzio. faremo assemblee e incontri proprio pr ribadire il concetto sintetizzato nello slogan “prendi la parola”, perché siamo convinti che i lavoratori debbano sempre poter scegliere».

        Il consiglio della Cgil è molto semplice e chiaro: scegliere un fondo collettivo o negoziale, cioè uno di quelli in cui lo stesso sindacato ha un posto in consiglio di gestione. «Perché offrono più garanzie – spiega ancora Morena Piccinini – perché i costi di gestione sono minori e perché i lavoratori partecipano direttamente alle scelte del fondo attraverso i loro delegati». Morena Piccinini ricorda anche che il nuovo scenario che implica una libera scelta sul Tfr «l’abbiamo riconquistato dopo che nella precedente legislatura si voleva destinarlo ai fondi negoziali. Ma noi siamo sempre stati contrari a scelte obbligate». Ora l’importante è anche far capire ai lavoratori «che non si tratta di una sostituzione della previdenza pubblica, come alcuni temono, ma soltanto di una forma di previdenza integrativa. E non possiamo fare a meno di notare che nei luoghi di lavoro in cui è più forte la presenza del sindacato c’è una più alta adesione ai fondi».

        Secondo Luigi Scimia, presidente della Covip, cioè l’autorità di controllo sui fondi pensione, l’importante è «evitare di rimanere silenti» e lasciar scadere il termine del 31 luglio 2007. Perché, spiega, «il peggior errore per i lavoratori sarebbe quello di non scegliere perché, come previsto dalla finanziaria 2007, il Tfr verrebbe dirottato a un fondo Inps il cui rendimento «non vale niente».

        Sull’esigenza di informare sul secondo pilastro della previdenza, c’è pieno accordo tra sindacati e imprese. «Quella del sindacato è esattamente la posizione di Confindustria, una volta che siamo d’accordo su tutto fa piacere dirlo: anche da parte nostra c’è l’input affinché il Tfr vada nei fondi contrattuali», osserva infatti Alberto Bombassei, vicepresidente di Confindustria, presente alla presentazione della campagna nazionale di informazione organizzata dalla Cgil. A sostegno della destinazione del Tfr ai fondi pensione Bombassei aggiunge che «oltre a una scelta condivisa si tratta anche di un servizio al paese perché i fondi poi investono nel sistema produttivo come avviene nel mondo anglosassone». Pur evitando di dare consigli, riferendosi alla possibilità del conferimento del Tfr all’Inps, dice chiaramente di non capire perché convogliare «le risorse in un ente che investe in infrastrutture. Se si fa in una situazione di emergenza – spiega – ci può anche stare, se no non è condivisibile». L’augurio è che «in uno o due anni la situazione possa tornare alla normalità» superando così «una norma che è stata dichiarata provvisoria». E da Roma, intanto, il ministro della Funzione pubblica, Luigi Nicolais, fa sapere che entro la fine di febbraio il governo conta di varare un provvedimento analogo anche per i lavoratori statali. «Ci stiamo lavorando – ha aggiunto – c’è un problema tecnico non ovvio e per questo ho sollecitato il ministro Padoa Schioppa e ho messo al corrente Prodi».