Previdenza, subito il secondo pilastro

25/07/2002


25 luglio 2002



Tremonti: prima il rilancio dei trattamenti integrativi, poi la riforma complessiva – «La proposta delle mutue private nella sanità è seria»
Previdenza, subito il secondo pilastro
Via libera del Senato alla risoluzione di maggioranza sul Dpef: scompare il riferimento all’innalzamento dell’età pensionabile
ROMA – Il Governo è «certo della difendibilità, presentabilità e approvabilità» del programma di stabilità che vedrà la luce sulla base del Dpef 2003-2006. Una difesa a tutto campo dell’operato e delle intenzioni del Gabinetto Berlusconi, punteggiata da frecciate polemiche al precedente Esecutivo, quella svolta ieri da Giulio Tremonti al Senato (dove è stata approvata la risoluzione con cui la maggioranza accoglie le indicazioni del Dpef e le traduce in un impegno al Governo affinché, con la prossima manovra, le metta in pratica). La perorazione di Tremonti è culminata nella ricostruzione dell’introduzione della formula «close to balance» (vicino al pareggio) all’Ecofin di Madrid. «È stato un significativo progresso nella reputazione del nostro paese – ha detto Tremonti – perché la formula, che già era prevista, era stata tolta negli ultimi tempi in conseguenza, suppongo, di una caduta di reputazione del Governo Amato. Inoltre il commissario Solbes, parlando del programma di stabilità dell’Italia, ha dichiarato che il cativo andamento dei conti in alcuni grandi paesi europei deriva dalle occasioni di risanamento perse nel corso della positiva congiuntura 1999-2000. Una precisa critica fatta alla politica economica del precedente Governo che ci ha lasciato in dote l’extradeficit da noi segnalato». Un extradeficit, ha rincarato Tremonti, di cui la maggioranza ha riconosciuto l’altro giorno l’esistenza, «accusandoci però di non averlo corretto». Il ministro ha dato notizia di una lettera con cui Eurostat contesta le cartolarizzazioni effettuate nel ’99 e nel 2000. Nel suo affondo, diretto in particolare contro Giuliano Amato, ex presidente del Consiglio, Tremonti ha lanciato accuse di finanza creativa aggiungendo tuttavia: «Difenderemo anche le vostre cartolarizzazioni, anche se meno difendibili delle nostre». Immediata la replica di Amato, che ha osservato come dal Dpef non si capisca quale sia la manovra necessaria a coprire la differenza tra indebitamento tendenziale e obiettivi, né quale sia la copertura degli impegni presi, dalle riduzioni fiscali alla scuola agli ammortizzatori sociali. Amato si è augurato che dalla Finanziaria si comprenda di più e ha ironizzato sul ritardo di sei ore con cui la risoluzione è stata presentata al Senato, provocando in effetti un rimbrotto del presidente Marcello Pera. Numerosi gli argomenti toccati da Tremonti. Le mutue, evocate anche dalla risoluzione di maggioranza come mezzo per contenere la spesa sanitaria, devono essere per il ministro dell’Economia oggetto di «una discussione senza drammatizzazioni». Il ricorso alle mutue è «ipotesi civile e seria, si tratta di uno strumento applicato nel resto d’Europa». La risoluzione votata al Senato ha un po’ attenuato il riferimento alle mutue rispetto alla bozza circolata ieri mentre vi è stato del tutto eliminato l’accenno all’innalzamento dell’età pensionabile, sia pure con incentivi alla permanenza al lavoro. Ancora sulle pensioni, Tremonti ha osservato che «la riforma del primo pilastro della previdenza sarà possibile solo realizzando il secondo», quello integrativo. «Il finanziamento del sistema – ha proseguito – può essere dato certamente dal fattore lavoro, ma è fondamentale che provenga anche dal fattore capitale. È la scelta fatta con la nostra riforma previdenziale. D’altra parte, questo è naturale in una società sempre più vecchia, ma anche sempre più ricca». Del resto, «tutto l’impianto della riforma è nello spirito di Barcellona. In quell’ambito, è stato chiesto di incentivare la permanenza degli anziani nel mercato del lavoro e di mettere mano al secondo pilastro previdenziale. È quel che abbiamo fatto col nostro progetto». Il ministro ha richiamato lo scudo fiscale, «tante quote minime» di capitali rientrate in Italia: un «voto di fiducia nel futuro del Paese». E l’emersione del sommerso, battaglia che sarà vinta. Merito del Governo aver posto la questione: «Prima non era stato fatto nulla». Sarà invece la Finanziaria a stanziare 600 milioni di € per migliorare la retribuzione delle Forze dell’ordine: lo ha assicurato Filippo Ascierto, An, rispondendo alle proteste dei sindacati della polizia. La bocciatura delle cartolarizzazioni fatta da Eurostat, secondo Fiorella Kostoris Padoa Schioppa non è un dramma: peggiora i conti passati, migliora quelli futuri. In un’intervista a ventiquattrore.tv, la presidente dell’Isae avvalora le conclusioni cui giunge una nota dell’Economia (si veda la tabella accanto), invitando però alla massima attenzione quanto al trasferimento di competenze tra Stato e Regioni previsto nei prossimi mesi. Buono per l’efficienza, meno per la finanza pubblica: «Basta guardare alla sanità». Settore su cui Tremonti ironizza nuovamente: «Il Governo è accusato di sfondare i conti della sanità e al tempo stesso di tagliarle i fondi». E nuova frecciata ad Amato sul taglio dei ticket deciso dal suo Governo.
L.L.G.