Previdenza, sindacati uniti

21/03/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
068, pag. 5 del 21/3/2003
di Teresa Pittelli


Accordo unitario tra Cgil, Cisl e Uil sulla piattaforma per riscrivere la delega.

Previdenza, sindacati uniti

No al conferimento automatico del tfr nei fondi

No alla decontribuzione sui neoassunti fino al 5% e al conferimento automatico del trattamento di fine rapporto ai fondi pensione. È pronto l’accordo unitario tra Cgil, Cisl e Uil sulla piattaforma che praticamente riscrive le norme più controverse della delega sulla previdenza, attualmente in discussione a palazzo Madama in seconda lettura.

Le confederazioni chiedono al ministro del welfare, Roberto Maroni, di dare avvio a un tavolo di confronto. In questo momento l’attenzione dei sindacati è concentrata sulle iniziative contro la guerra in Iraq, ma già dalla prossima settimana i segretari generali di Cgil, Cisl e Uil, Guglielmo Epifani, Savino Pezzotta e Luigi Angeletti, chiederanno un incontro al ministero. Il no alla delega delle organizzazioni sindacali, comunque, arriva nello stesso giorno in cui il servizio bilancio di Montecitorio promuove la riforma sotto il profilo finanziario, e afferma che, a regime, potrebbe far risparmiare circa 3 miliardi di euro allo stato. Nello studio predisposto dai tecnici della camera, infatti, si afferma che ´la progressiva estensione del sistema contributivo consentirà di ridurre gli oneri posti a carico dell’Inps dalla delega sulla previdenza, migliorando anche l’andamento dei conti pubblici’. E sempre ieri è arrivato all’Italia l’ennesimo invito della Commissione europea, presieduta da Romano Prodi, a ´fare di più’ sul fronte delle pensioni. ´È indispensabile l’innalzamento dell’età lavorativa’, ha detto Prodi durante il vertice europeo che si è aperto ieri a Bruxelles, ´ma è anche necessario fare attenzione all’immissione di giovani sul mercato del lavoro, i quali non accumulerebbero abbastanza per assicurarsi la pensione futura’.

- Le controproposte dei sindacati. Tre sono le critiche fondamentali alla delega svolte nel documento di Cgil, Cisl e Uil (finito di limare ieri dai segretari confederali Morena Piccinini, Pierpaolo Baretta e Adriano Musi), con le relative soluzioni alternative prospettate dai sindacati. Innanzitutto, la decontribuzione sulle aliquote di finanziamento delle pensioni dei neoassunti, che può arrivare fino al 5%. Una norma caldeggiata da Confindustria come mezzo di contenimento del costo del lavoro, ma che secondo la relazione tecnica alla delega aprirà un buco nei conti Inps di 6 miliardi di euro. Mentre secondo i sindacati ´creerà una generazione di lavoratori senza pensioni adeguate’. Le confederazioni chiedono lo stralcio integrale della norma. In secondo luogo, Cgil, Cisl e Uil sono contrarie alla devoluzione automativa del trattamento di fine rapporto ai fondi di previdenza complementare, che funzionano a capitalizzazione, e prevedono un certo rischio-mercato per chi vi si affida. I sindacati sono convinti che non si possa imporre per legge al lavoratore di rinunciare a una rendita certa, il tfr appunto, per un rendimento aleatorio qual è l’investimento nel fondo pensione. Il documento unitario propone, in questo caso, di lasciare libero il lavoratore di scegliere se aderire o meno ai fondi, e quindi destinare le liquidazioni al secondo pilastro. Infine, la terza previsione contestata dai sindacati è quella che equipara i fondi chiusi, o negoziali o aziendali, a quelli aperti, vale a dire disponibili sul mercato. La delega elimina infatti alcune norme di favore nei confronti dei fondi chiusi, come la necessaria permanenza per almeno alcuni anni nel fondo, prima di poter passare a un altro, magari aperto. La controproposta di Cgil, Cisl e Uil è quella di prevedere un ventaglio di ipotesi che garantisca i fondi chiusi, a cominciare dalle agevolazioni fiscali.