Previdenza: silenzio-assenso, regole in un mese

02/03/2005

    mercoledì 2 marzo 2005
    pagina 24

    PREVIDENZA/Oggi l’incontro Welfare-sindacati
    Silenzio-assenso, regole in un mese

    Non si discuterà di incentivi per lavoratori e imprese nell’incontro di oggi tra ministero e parti sociali per l’attuazione della delega previdenziale in materia di previdenza integrativa. Bensì solo del decreto, il primo, che definisce il perimetro e le forme e indica l’arbitro, cioè la Covip, che avrà il potere di vigilanza sull’intero mondo della previdenza complementare. Il secondo decreto, che si occuperà del principio del silenzio/assenso sul tfr, della tassazione e della compensazione delle imprese, stando a quanto riferisce Alberto Brambilla, ´sarà presentato tra non più di un mese’.

    Spiega il sottosegretario al Welfare che il primo provvedimento è propedeutico al secondo (i fondi pensione avranno due-tre mesi di tempo per accogliere le nuove direttive emanate dal Covip). Rispetto all’avviso comune presentato da Confindustria, Confcommercio, Confapi, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, vi è un assenso in linea di massima, ma con alcune differenze dovute al fatto che il governo persegue l’interesse nazionale e vuole affermare il principio della massima libertà. ´Il sindacato vorrebbe’, precisa Brambilla, ´che tutta la previdenza complementare venisse fatta con i fondi contrattuali, ma noi perseguiamo la massima libertà economica. Se la maggioranza dei lavoratori sceglierà i fondi contrattuali, a noi andrà benissimo, ma la regola è che ognuno vada dove vuole. Il nostro must è portare l’Italia a un livello più alto di libertà economica, livello che ora è disonorevole’. Anche rispetto alla questione relativa all’equiparazione tra fondi complementari collettivi e polizze assicurative individuali, il governo sostiene ´che ognuno va dove vuole. Non c’è equiparazione. Non esiste più la previdenza individuale e collettiva, ma esiste la previdenza complementare; è la modalità di accesso che può essere individuale o collettiva. Esiste un solo secondo pilastro’, continua il sottosegretario, ´e l’accesso in forma collettiva è possibile solo per i fondi contrattuali e aperti; per le forme complementari realizzate mediante contratti assicurativi vi è la possibilità di aderire in forma individuale’. Governo e parti sociali partono da punti di vista differenti anche in tema di portabilità. ´Il sindacato vuole che sia regolato per contratto e noi vogliamo garantire la massima libertà’, dice Brambilla, il quale conclude spiegando che per le modalità del silenzio/assenso invece il ministero del Welfare è pronto a recepire le indicazioni dell’avviso comune.