Previdenza, si tratta anche da Natale a Capodanno

16/12/2003






16 dicembre 2003

Il ministro Maroni: l’Italia è prima per aumento dell’occupazione

Previdenza, si tratta anche da Natale a Capodanno
La Cisl: il mese di tregua partirà solo con l’avvio effettivo del negoziato. Oggi si riunisce il direttivo della Cgil

      ROMA – Tra punzecchiature reciproche, governo e sindacato si stanno preparando al round sulla riforma previdenziale. Se sarà decisivo o meno questo è ancora da vedere (complici il caos in cui è piombata l’Unione Europea e l’insidioso «tagliando» politico della maggioranza programmato per metà gennaio) ma i tempi del confronto si stanno avvicinando. Tra oggi e domani Cgil, Cisl e Uil convocano le rispettive direzioni per mettere a punto le loro piattaforme della riforma previdenziale. Il giorno di giovedì o venerdì potrebbe essere quello buono per la partenza del confronto. Il ministro del Lavoro Roberto Maroni, da Stoccarda dove si trova per una riunione del G8, sostiene che «c’è ancora tanto tempo» e che c’è una settimana buona, «quella tra Natale e Capodanno». E ricorda, per inciso, che l’Italia nella Ue è in testa per la crescita dell’occupazione Ma il sindacato non raccoglie. Per il segretario aggiunto della Uil Adriano Musi «il governo dovrebbe convocarci subito». Mentre Pierpaolo Baretta, responsabile previdenza della Cisl, mette un paletto insidioso nell’arco temporale previsto per la trattativa voluta dal vicepresidente del Consiglio Gianfranco Fini. «Il mese di tregua concordato col governo – afferma Baretta – per quanto ci riguarda comincia di fatto dal giorno in cui il governo ci convoca per il confronto». La data del 10 gennaio, che anche ieri il ministro Maroni ha ribadito come ultima barriera, per il sindacalista Cisl è «condizionata all’avvio del confronto».
      Dal direttivo della Cgil probabilmente uscirà un documento nel quale si confermerà la disponibilità dell’organizzazione a un confronto su basi completamente diverse da quelle del governo. Beniamino Lapadula, responsabile welfare del sindacato di Guglielmo Epifani, afferma che «siamo pronti a lavorare con Cisl e Uil per una piattaforma comune ma solo se si verificherà un possibile terreno di trattativa con il governo che per ora non c’è».
      Ma la complessa partita della riforma previdenziale prevede ogni tipo di tatticismo. Se il sindacato non dovesse riuscire a presentarsi al tavolo del confronto mettendo sul piatto una proposta unitaria – cosa affatto scontata perché le differenze sono ancora vistose – il governo potrebbe decidere di sposare la proposta della Cisl. Una mossa diabolica destinata a dividere di nuovo il sindacato.
Roberto Bagnoli


Economia