Previdenza, si riparte dalla delega

19/03/2002





Esecutivo: sì a modifiche, ma concordate con le parti – Il nodo della «tutela» dei neoassuntiPrevidenza, si riparte dalla delega
Marco Rogari
ROMA – Sulle pensioni il Governo riparte dal testo della delega varato alla fine di dicembre. Almeno per il momento l’Esecutivo non è intenzionato ad aprire un nuovo fronte con i sindacati: anzi, nelle prossime settimane cercherà di riavviare il dialogo. Dopo il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, è stato ieri il titolare delle Politiche agricole, Giovanni Alemanno, a ribadirlo. La delega, attualmente all’esame della commissione Lavoro della Camera, non è comunque "blindata". Il Governo, facendo leva sulla relazione tecnica al collegato-pensioni, che è ormai pronta e che sarà presentata in Parlamento nei prossimi giorni, lascerà aperta la porta a qualche eventuale nuovo correttivo. Insieme alla relazione tecnica, in cui sarà garantita la "copertura" della delega (forse con il rinvio alla prossima Finanziaria per qualche voce), con tutta probabilità sarà chiesta alla Camera la possibilità di correggere, a fini interpretativi, alcune norme della delega. Una soluzione che potrebbe, se necessario, aprire la strada anche ad altri interventi, magari di natura strutturale, in linea con gli inviti formulati nel corso del vertice europeo di Barcellona.
Nessuna novità a breve. La tabella di marcia sulle pensioni definita dai ministeri dell’Economia e del Welfare non prevede nessuna novità a breve. Il premier Silvio Berlusconi non disdegnerebbe alcuni interventi più strutturali soprattutto per rendere più rapido l’innalzamento dell’età media di pensionamento, come chiesto dalla Ue, che invece, secondo il testo della delega, è legato solo agli incentivi a rinviare i pensionamenti di anzianità. Ma almeno per il momento Palazzo Chigi non sembra intenzionato a forzare la mano. L’obiettivo, anzi, è di riavviare il dialogo con i sindacati per valutare, se possibile, tutto il pacchetto-pensioni.
Pronta la relazione sulla "copertura". La relazione tecnica sulla copertura finanziaria del provvedimento è praticamente pronta e nei prossimi giorni sarà trasmessa alla Camera. La "copertura" è garantita anche se i ministeri dell’Economia e del Welfare devono sciogliere un ultimo nodo, legato all’importo delle pensioni pubbliche da garantire ai "neo-assunti" sui quali scatterà la decontribuzione del 3-5 per cento: da cui dipende l’eventuale collegamento con la prossima Finanziaria.
Il nodo della «tutela» dei neo-assunti. Se prevarrà la linea del Welfare di garantire ai neo-assunti un trattamento pubblico analogo a quello attuale, aumentando la forbice tra aliquota di computo e aliquota di finanziamento, il Governo dovrà prevedere oneri aggiuntivi che verrebbero coperti con la prossima legge Finanziaria. Considerando la maggiore tutela "indiretta" che arriverà dal lancio della previdenza integrativa, il risultato di questa operazione sarà infatti quello di aumentare di fatto le pensioni, e cioè di far crescere la copertura previdenziale dei neo-assunti. Se invece passerà la linea sostenuta da alcuni tecnici dell’Economia di cumulare la copertura pubblica legata alla decontribuzione (riduzione dell’importo dell’assegno) e quella privata (pensione integrativa assicurata), che secondo via XX Settembre garantirebbe comunque una tutela pensionistica maggiore rispetto a quella attuale, il rinvio alla prossima legge Finanziaria non sarebbe più necessario.
Richiesta alla Camera di correzioni interpretative delle norme. Anche in relazione alle necessità di copertura e di tutela previdenziale dei neo-assunti, il Governo sarebbe orientato a chiedere alla Camera la possibilità di correggere, a fini interpretativi, alcune norme delle delega. Un’operazione che renderebbe eventualmente percorribile nelle prossime settimane anche la strada di nuovi interventi correttivi.

Martedí 19 Marzo 2002