Previdenza, Maroni prende tempo

04/04/2003

ItaliaOggi (Economia e Politica)
Numero
080, pag. 5 del 4/4/2003
di Gaetano Pedullà e Teresa Pittelli


Il confronto tra il governo e i confederali sulla riforma delle pensioni inizierà prima di Pasqua.

Previdenza, Maroni prende tempo

Confindustria e sindacati divisi sulla decontribuzione al 5%

Maroni prende tempo sul confronto con le parti sociali per discutere la riforma delle pensioni. Ma non sono solo i sindacati a esigere modifiche alla delega sulla previdenza, come è emerso ieri dalle audizioni delle imprese, che chiedono più incentivi allo smobilizzo del tfr, in commissione lavoro del senato.

Il ministro del welfare, Roberto Maroni, ha fissato solo l’incontro con i sindacati dei pensionati, il prossimo 16 aprile, per ascoltare le richieste di adeguamento delle pensioni alla dinamica salariale. Mentre non c’è ancora una data per il confronto con Cgil, Cisl e Uil sulla riforma (che per il ministro ´inizierà prima di Pasqua’), nonostante Maroni avesse annunciato la convocazione delle parti sociali non appena ricevuto il documento unitario delle confederazioni, consegnatogli la scorsa settimana. Secondo Savino Pezzotta, comunque, ´c’è una condivisione di fondo sulle modifiche proposte e si potrebbe trovare una soluzione soddisfacente’. Il dibattito con il fronte delle imprese, però, resta acceso. Confindustria continua infatti a ritenere indispensabile la decontribuzione fino al 5% sui neoassunti, mentre i sindacati ne chiedono la cancellazione. Più articolate, invece, le posizioni sul trasferimento del tfr ai fondi pensione, che i sindacati vorrebbero lasciare alla scelta del lavoratore, e che le imprese sono disposte a realizzare solo in cambio di ´adeguate misure di compensazione’, come è emerso anche dalle audizioni di ieri al senato. La Cna (si veda altro articolo a pag. 12) ha ribadito la necessità di correggere ´le incongruenze che minano l’assetto del sistema previdenziale’, ma ha espresso perplessità sullo schema del progetto di legge governativo. Per le pmi resta poi irrinunciabile la previsione di compensazioni fiscali e creditizie, nel caso di smobilizzo obbligatorio del tfr. Posizioni sostanzialmente riprese dal segretario generale di Confartigianato, Guido Bolaffi, che ha insistito, in particolare, sulla necessità di una coerenza tra la riforma pensionistica dei lavoratori autonomi e quella dei lavoratori dipendenti.

Un riequilibrio della spesa sociale, attualmente sbilanciata a favore di quella previdenziale, è stata chiesta dal direttore generale di Confindustria, Stefano Parisi. ´Se bisogna finanziare la spesa sanitaria, che cresce del 6% l’anno, e le politiche di assistenza e del welfare bisogna fare meno previdenza pubblica’, ha detto Parisi, secondo cui ´è giusto che si lavori più a lungo e che i giovani, attraverso la decontribuzione, possano avere maggiore accesso al lavoro’.

Per il d.g. di Confindustria, inoltre, il solo sistema degli incentivi fiscali e contributivi per indurre chi ha diritto alla pensione d’anzianità a non lasciare il posto di lavoro è insufficiente e inefficace. Un giudizio negativo sulla delega è stato espresso anche dalla Lega delle cooperative (´è un’occasione non pienamente colta per parificare il carico contributivo tra le diverse forme di lavoro’), mentre Confagricoltura ha chiesto un incremento delle riduzioni contributive per i neo assunti e l’estensione delle stesse, nel settore agricolo, anche ai lavoratori a tempo determinato.