Previdenza: Le pensioni divorano «malattia» e Cig

16/07/2001

Il Sole 24 ORE.com




    Previdenza – I bilanci di Inps e Inpdap chiudono in attivo per il surplus della gestione assegni familiari e le compensazioni interne

    Le pensioni divorano «malattia» e Cig
    Marco Peruzzi
    Le pensioni sono come un’idrovora che drena risorse destinate in realtà ad alimentare gli assegni per il nucleo familiare, la disoccupazione, la cassa integrazione, la malattia e la maternità. È soprattutto grazie a queste voci, infatti, se l’Inps, l’Istituto nazionale della previdenza sociale, ha chiuso in attivo di 150 miliardi di lire il bilancio del 2000. Ed è grazie a particolari, simili compensazioni tra le varie gestioni, non solo previdenziali, se l’Inpdap, l’Istituto di previdenza dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, ha potuto realizzare, sempre l’anno scorso, un analogo successo, chiudendo l’esercizio con 3.195 miliardi di attivo. E tra i dipendenti pubblici e statali continua la corsa ai prepensionamenti. In realtà i conti della previdenza continuano a essere in profondo rosso. Nelle gestioni pensionistiche dell’Inps la perdita del 2000 è stata superiore ai 10mila miliardi di lire. Un risultato che poteva essere ancora peggiore se non ci fosse stato il fondo dei collaboratori coordinati e continuativi — quello cioè del cosiddetto popolo del 10-13% — che, proprio perché giovane, non corrispondendo ancora pensioni ha chiuso con un segno positivo di oltre 4.600 miliardi di lire. Dal canto suo l’Inpdap deve invece ringraziare il buon andamento della Cassa dei sanitari, capace da sola di compensare il disavanzo della gestione dei dipendenti degli enti locali (più di 3.200 miliardi di lire), nonché il risultato della Cassa dei dipendenti statali, che rispetto all’anno precedente ha realizzato una performance sorprendente, peraltro non spiegata dal bilancio se non con maggiori contribuzioni aggiuntive dello Stato: da un disavanzo di oltre 3.600 miliardi nel ’99, la Ctps è infatti passata a un avanzo di 3.170 miliardi nel 2000. Il debito pensionistico continua così a correre. Negli anni, la situazione patrimoniale complessiva delle principali gestioni pensionistiche italiane è cresciuta fino a sfondare, l’anno scorso, il tetto dei 200mila miliardi di lire (209mila miliardi). E qui è l’Inps a fare la parte del leone e in particolare, al suo interno, la gestione pensionistica dei lavoratori dipendenti. Nel 2000 la perdita è stata pari a 9mila miliardi, portando la situazione patrimoniale del fondo a una situazione patrimoniale negativa per 211mila miliardi di lire, mentre all’Inpdap è la Cassa di previdenza dei dipendenti degli enti locali a causare le perdite maggiori: il disavanzo del 2000 è stato pari a 2.302 miliardi, e la situazione patrimoniale ha sfondato il tetto negativo di 10mila miliardi di lire. Alla stessa categoria va poi un altro record: quello delle dimissioni volontarie come principale causa di cessazione del rapporto di lavoro. Che, in parole povere, significa prepensionamenti: nel 2000 più della metà (il 56,5) dei dipendenti comunali andati in pensione l’ha fatto per ottenere l’assegno anticipato. Tra gli statali pochi di meno (il 55,3%).
    Lunedí 16 Luglio 2001
 
|

 
Tutti i diritti riservati © 24 ORE NetWeb S.p.A.