Previdenza, la svolta di Bruxelles: “Una Maastricht per le pensioni”

19/10/2001

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Previdenza, la svolta di Bruxelles:
"Una Maastricht per le pensioni"

Il comitato per la politica economica traccia le linee strategiche comuni dei Quindici
il documento

ROBERTO PETRINI


ROMA – Incentivi ai lavoratori più anziani perché restino al proprio posto, bassi contributi previdenziali perché le aziende possano assumere i più anziani, omogenizzazione dei trattamenti tra le diverse categorie e tra i sessi. Sono queste le indicazioni che giungono dalla bozza sulla sostenibilità pensionistica in Europa messa a punto congiuntamente dal «Comitato per la politica economica», organo tecnico dell’Ecofin, e dal «Comitato per la protezione sociale», organo tecnico dei ministri degli Affari sociali, e che saranno sul tavolo dei capi di Stato al vertice previsto per fine anno a Laeken in Belgio.
Il documento che Repubblica è in grado di anticipare prepara quella che già gli addetti ai lavori chiamano la «Maastricht delle pensioni». Le indicazioni iniziali vennero infatti dal consiglio europeo di Goteborg dove si affrontò il problema della «società che invecchia». Toccò alla Commissione europea, nel luglio scorso, sollecitare l’Ecofin ad esprimersi su come «promuovere lo sviluppo di strategie nazionali per assicurare a lungo termine pensioni adeguate e sostenibili». Ora gli organismi tecnici hanno messo a punto il metodo che nel linguaggio burocratico viene definito del «coordinamento aperto» e che, in parole povere, significa «obiettivi comuni, trasposizione di questi obiettivi nelle strategie delle politiche nazionali e il periodico monitoraggio sulla base degli indicatori comuni accettati e definiti».
Dunque accanto al deficitpil, ormai comune a tutti noi, dovremo abituarci anche a rispettare un target che è ancora da definire e che indicherà sinteticamente lo stato di sostenibilità del sistema pensionistico. Oltre al target è prevista la presentazione di un rapporto annuale che indicherà i «cambiamenti significativi» nella politica pensionistica di ogni Stato e che dovrà essere presentato, sentite le parti sociali, per la prima volta, nel settembre del 2002 dai paesi membri.
L’Europa invita a promuovere misure per «mantenere in attività» i lavoratori più vecchi, promuovendo la loro «capacità di lavoro» e «rimuovendo le barriere» che impediscono la partecipazione dei più anziani al mercato del lavoro. Per incoraggiare i lavoratori, spiega il rapporto, «le riforme delle pensioni dovrebbero facilitare l’uso di nuove forme di pensionamento flessibile in alternativa al pensionamento anticipato e al pensionamento all’età legale». Si suggerisce inoltre di rendere compatibile il sistema pensionistico con le «diverse forme di vita lavorativa, incluso il part time, i lavori temporanei e autonomi».