Previdenza, la spesa non si ferma

05/07/2002




Venerdí 05 Luglio 2002
due principali enti mostrano per il 2001 bilanci in attivo, ma già da quest’anno i conti sono destinati a peggiorare
Previdenza, la spesa non si ferma
Dopo l’Inps anche l’Inpdap chiude con un avanzo di 4,39 miliardi di euro, grazie a maggiori entrate e trasferimenti
ROMA – Dopo l’Inps, bilancio positivo nel 2001 anche per l’Inpdap, che ha chiuso l’anno con un avanzo di competenza di 4,39 miliardi di euro (poco più di 8.515 miliardi di vecchie lire). Il risultato archiviato – sottolinea in una nota l’Istituto di previdenza dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche dopo che il consiglio di amministrazione, ieri, ha predisposto il consuntivo – beneficia, per la prima volta, anche di un saldo attivo in conto capitale, frutto della cartolarizzazione degli immobili. Il bilancio sarà trasmesso al Consiglio di indirizzo e vigilanza per l’approvazione definitiva. Il 2001, quindi, è stato un anno positivo per i conti pensionistici dei due principali enti. Questo, soprattutto, grazie al buon andamento delle entrate e ai maggiori trasferimenti da parte dello Stato. Ma già dal 2002, stando alle previsioni di Inps e Inpdap, le cose sembrano destinate di nuovo a peggiorare. Per l’Inps, in particolare, che nel 2001 ha ottenuto un risultato d’esercizio positivo per 993 milioni di euro (1.923 miliardi di lire), la prima nota di variazione al preventivo di quest’anno indica meno 8 milioni di euro, una situazione patrimoniale netta a più 13.265 milioni € (rispetto ai 12.900 del consuntivo 2001), una gestione finanziaria di competenza a più 1.058 € e ulteriori apporti dello Stato per 62.814 milioni € (più 2.599 rispetto alle previsioni iniziali). Le cose vanno invece meglio all’Inpdap, che approvando il bilancio previsionale 2002 ha rilevato un avanzo di competenza di circa 3,8 miliardi di euro (7.421 miliardi di lire) e un avanzo di cassa di circa 4,6 miliardi di € (8.951 miliardi di lire). Il prossimo anno il numero delle nuove pensioni dell’Istituto di previdenza dei dipendenti pubblici e statali ammonterà a 52.700 (inferiore alle circa 71.754 liquidate nel 2001), con una spesa per tutte le pensioni erogate che dovrebbe attestarsi intorno ai 40 miliardi di euro. In tutti i casi, entrate record e trasferimenti boom nemmeno nel 2001 hanno impedito alla spesa pensionistica di proseguire la sua corsa. È quanto emerge dalla Relazione generale sulla situazione economica del Paese, là dove si accerta che l’aumento rispetto al 2000 è stato pari al 3,5%, contro il 2,7% registrato l’anno precedente. E lo dimostrano anche i dati della "Commissione Brambilla" da cui risulta che la spesa pensionistica complessiva mentre ha subito una contrazione dal ’90 al ’98 (la variazione annua in quel periodo è scesa dal 12,2 al 3,6% anche grazie al crollo dell’inflazione) è viceversa destinata ad aumentare al 3,8% nel 2006. Senza considerare, poi, l’inesorabile peggioramento che si avrà solo qualche anno più tardi, quando cioè il problema demografico si presenterà in tutta la sua drammaticità: l’Ocse stima infatti che in Italia, nel 2010, gli ultrasessantacinquenni saranno il 31,4% e, vent’anni più tardi, il 41,8 per cento. Tornando ai più rassicuranti dati del 2001, invece, l’Inpdap ha incamerato, fra tutte le categorie iscritte, entrate per 44,3 miliardi di euro. Una cifra – spiega l’Istituto nella nota – «che copre interamente la spesa per prestazioni istituzionali (pensioni, Tfs, Tfr, assicurazione sociale vita, prestazioni sociali), che nello scorso anno ha raggiunto i 42 miliardi di euro». Questo grazie all’aumento delle retribuzioni nel pubblico e al sostanziale permanere dei trasferimenti statali nonostante la maggior dinamica delle entrate contributive. «L’avanzo di amministrazione – continua l’Istituto – ha fatto segnare un incremento sostanziale, raggiungendo quota 8,58 miliardi di euro, in forte aumento rispetto a quanto archiviato nel 2000 (quasi 9.127 miliardi di lire)». Bene anche le entrate accertate, sia per quanto riguarda la parte corrente, arrivate a 46,79 miliardi di euro, sia per quella in conto capitale, a quota 3,25 miliardi di euro. «Per la parte corrente – precisa ancora l’Inpdap – l’incremento è imputabile all’intensificazione degli accertamenti sulla regolarità contributiva; per quelle in conto capitale è invece ascrivibile agli effetti della cartolarizzazione degli immobili di fine 2001». Dai dati del consuntivo 2001 emerge inoltre che si è ridotta dal 3,67 al 3,23% la percentuale delle spese generali (organi, personale, acquisti e altro) sul totale delle spese: in particolare, l’Istituto di previdenza dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni ha contenuto l’esborso per beni e servizi allo 0,68% (rispetto all’1,70 dell’anno precedente) e quello per il personale allo 0,75% (rispetto allo 0,74 del 2000).

Marco Peruzzi