Previdenza: la riforma della lista Prodi

15/03/2004


DOMENICA 14 MARZO 2004

 
 
Pagina 30 – Economia
 
 
IL PROGETTO
L´emendamento prevede un risparmio dello 0,35% del Pil

Previdenza, la riforma della lista Prodi
penalizzato chi lascia prima il lavoro

Proposto anche un aumento al 20% delle aliquote di autonomi e di parasubordinati


      ROMA – No all´aumento dell´età anagrafica da 57 a 60 anni per la pensione di anzianità nel 2008, previsto dalla riforma previdenziale del governo, sì a un sistema di disincentivi e all´aumento dell´aliquota contributiva dei lavoratori autonomi e parasubordinati al 20 per cento. È questa, in estrema sintesi, la riforma delle pensioni come la vorrebbe la Lista Prodi, il cosiddetto «triciclo», ovvero Ds, Margherita e Sdi. Ma con l´opposizione del "correntone" interno alla Quercia. La proposta è contenuta in un emendamento presentato in Senato e firmato dai senatori Treu, Battafarano, Del Turco, Cambursano, Montagnino e Pizzinato.
      Il ministro del Welfare, Roberto Maroni, ieri ha ribadito la possibilità che la maggioranza accolga emendamenti presentati dall´opposizione: «Alcuni sono buoni». Neppure questa volta, Maroni ha voluto precisare quali, ma è presumibile che il ministro faccia riferimento all´emendamendo della lista unitaria, perlomeno nella parte che riguarda i disincentivi. La lista unitaria sostiene, infatti, che nell´ambito della verifica della Dini, fissata per il 2005 (dieci anni dopo il varo della legge), si dovrà prendere atto di un allungamento di due anni della vita media e, dunque, del periodo di erogazione della pensione.
      Di qui la necessità di un giro di vite sui parametri di calcolo della pensione, che costringerà le persone a lavorare due anni in più per mantenere inalterata l´entità della copertura pensionistica. Sarà comunque garantita la possibilità di lasciare il lavoro a 57 anni, anche se con una penalizzazione della pensione (i «disincentivi») derivante dall´applicazione del sistema contributivo anche a coloro che sono nel retributivo e nel misto, ma limitatamente ai due anni di lavoro in meno e non su tutta la vita lavorativa, come aveva previsto in un primo momento il governo. Dai disincentivi sarebbero esclusi i lavoratori precoci, quelli che svolgono attività usuranti, i lavoratori in mobilità o destinatari dei Fondi di solidarietà. Il risparmio sulla spesa previdenziale che ne deriverebbe è stimato in uno 0,35% del Pil, la metà di quanto invecesi propone di ottenere la riforma Maroni-Tremonti: 0,15 per l´innalzamento dell´età pensionabile e 0,20 con l´aumento dei contributi degli autonomi.
      (r.d.g.)