Previdenza: La fiducia preoccupa i sindacati

08/07/2004


         
         
         
         
        ItaliaOggi Primo Piano
        Numero 162, pag. 3 del 8/7/2004
        Autore: di Teresa Pittelli
         
        La fiducia preoccupa i sindacati
         
         
        Troppi emendamenti alla delega previdenziale: il governo potrebbe chiedere la fiducia sul provvedimento. È la preoccupazione dei sindacati all’indomani della scadenza, in commissione lavoro alla camera, del termine per gli emendamenti alla riforma delle pensioni. Scadenza che ha messo sul tavolo della commissione oltre 300 proposte di modifica alla delega, delle quali almeno 50 provenienti dalla maggioranza. ´Tutte queste modifiche vogliono dire due cose’, ha spiegato ieri Adriano Musi, leader della Uil, ´primo, che è un testo sul quale c’è molta confusione, tanto che la stessa Casa delle libertà continua a modificarlo. E secondo che, visto che i tempi di discussione in commissione si allungano, si avvicina l’ipotesi della fiducia’. Un’ipotesi, questa, annunciata più volte dal premier, Silvio Berlusconi, e che ai sindacati non piace per nulla.

        Tanto che hanno già messo in cantiere una serie di iniziative unitarie di mobilitazione nel caso che la delega dovesse passare con la fiducia al governo. La maggioranza parlamentare in commissione, in realtà, finora ha cercato di escludere questa eventualità, puntando piuttosto a una stretta sui tempi dell’esame del testo, in modo da mandarlo in aula per il 19 luglio. E lasciare all’assemblea tutto il tempo per approvare la delega entro luglio, come vuole Berlusconi, ma anche il vicepremier, Gianfranco Fini. Un’intenzione che però, alla luce della mole di emendamenti presentata e dell’atteggiamento conflittuale di opposizione e sindacati, rischia di naufragare. A questo punto sta al premier decidere, vagliando gli umori della maggioranza ancora sotto verifica di governo: andare alla fiducia o rimandare la riforma pensionistica a dopo l’estate. Questo è il problema. I sindacati, però, nel primo caso non staranno a guardare.

        ´È una delega sbagliata e andrebbe ritirata, altrimenti non starebbero tutti a cambiarla continuamente’, ha ironizzato ieri il segretario generale della Cisl, Savino Pezzotta. Alle confederazioni sindacali non piace, in particolare, lo scalino del 2008, cioè l’innalzamento forzoso dell’età del pensionamento dai 57 ai 60 anni di età (più 35 di contributi) a partire dal 2008. Secondo punto inaccettabile, poi, il trasferimento con silenzio-assenso del trattamento di fine rapporto ai fondi pensione, non solo contrattuali ma anche aperti, polizze individuali comprese. (riproduzione riservata)