Previdenza, la Cdl stringe i tempi

14/07/2004


        sezione: PRIMO PIANO
        data: 2004-07-14 – pag: 2
        autore: MARCO ROGARI
        Previdenza, la Cdl stringe i tempi
        ROMA • La riforma delle pensioni è in dirittura d’arrivo. A meno di sorprese dell’ultima ora, la prossima settimana la Camera approverà definitivamente la delega previdenziale. Ieri la commissione Lavoro di Montecitorio ha respinto tutti gli emendamenti.
        E domani, dopo i pareri delle altre Commissioni, chiuderà l’esame in sede referente senza introdurre ulteriori modifiche al testo del Senato.
        «Il testo andrà in Aula così com’è», ha detto il presidente della commissione Lavoro, Domenico Benedetti Valentini (An).
        L’assemblea della Camera comincerà ad esaminare il provvedimento il 19 luglio.
        E in quell’occasione il Governo dovrebbe porre la fiducia, che potrebbe essere votata (con conseguente via libera finale alla riforma) già martedì 20.
        Anche se (complice la verifica politica) il ministro Roberto Maroni frena: «Se il testo che va in Aula è quello del Senato e se la maggioranza sarà compatta si può votare la riforma senza ricorrere alla fiducia».
        Anche il ministro Gianni Alemanno ripete che «la fiducia non è lo strumento migliore». In ogni caso la "blindatura" resta la soluzione più probabile. Anche perché in questo modo il Governo avrebbe la certezza di chiudere definitivamente la partita pensioni entro la fine della prossima settimana, rispettando così anche gli impegni presi con Bruxelles.
        Una partita che, a seconda dell’esito della "verifica politica" non è peraltro escluso che si possa riaprire a settembre in occasione della stesura della Finanziaria, visto che nella Cdl c’è chi resta convinto che l’entrata in vigore elle misure strutturali per alzare l’età pensionabile vada anticipata dal 2008 al 2005-2006 ricorrendo comunque ad un meccanismo graduale.
        A dirsi certa di un ricorso alla fiducia da parte del Governo è l’opposizione: l’uso della blindatura serve a nascondere le spaccature all’interno della maggioranza. «No» della commissione agli emendamenti.
        La Commissione Lavoro ha praticamente esaurito il suo compito, senza che ci sia stata una vera e propria discussione. Solo quattro sono stati gli emendamenti presi in considerazione, tutti dell’opposizione e tutti bocciati.
        «Per fare altro non c’era più tempo», ha detto Benedetti Valentini. Domani arriverà il formale il via libera della Lavoro: in Aula approderà il testo del Senato.
        La prossima settimana il sì finale. Se gli esiti della verifica non modificheranno la tabella di marcia preparata nei giorni scorsi, lunedì l’Aula comincerà a discutere la delega, per poi approvarla entro al fine della prossima settimana.
        Fiducia quasi certa. Il ricorso alla blindatura, già annunciato dal premier Silvio Berlusconi, è quasi certo. La fiducia dovrebbe essere posta già il 19, all’avvio della discussione in Aula, ed essere votata probabilmente già martedì 20. Maroni e Alemanno frenano.
        Nei giorni scorsi Maroni aveva fatto esplicito riferimento al ricorso alla fiducia, ma ieri ha frenato: «Se il testo che va in Aula è quello uscito dal Senato, si può votarlo respingendo gli emendamenti e approvarlo senza ricorrere alla fiducia».
        Anche Alemanno si dice contrario alla fiducia: «Vediamo che cosa succede». Opposizione all’attacco. Il capogruppo dei deputati Ds in Commissione, Renzo Innocenti ha affermato che «in Aula ci sarà la fiducia perché altrimenti nella maggioranza si aprirebbero spaccature rilevanti e insanabili».
        E dello stesso parare è anche Emilio Del Bono (Margherita).

        Che cosa cambia
        I punti della riforma previdenziale
        -Sale l’età dal 2008. Il testo della delega previdenziale all’esame della Camera prevede che dal 2008 la soglia minima di pensionamento salga a 60 anni di età e 35 di contributi per poi lievitare ulteriormente nel 2010 a "61+35" nel 2010

        -Super-bonus per chi «rinvia». Fino a tutto il 2007 i lavoratori dipendenti che, pur essendo in possesso dei requisiti di anzianità, rinvieranno le uscite dal lavoro beneficeranno di un super-bonus in busta paga (32,7%) completamente detassato

        -Tfr con «silenzio-assenso». È prevista la destinazione, attraverso il "silenzio-assenso", del Tfr maturando alle previdenza integrativa. Fondi pensione (chiusi e aperti) e polizze assicurative individuali saranno in condizioni di "parità"