Previdenza integrativa, spazio ai Fondi

15/09/2004

www.denaro.it


www.denaro.it

mercoledì 15 Settembre 2004
curva dx

 


 

 
 
*

Commercio & Logistica
 
IL PARLAMENTO APPROVA CON DECRETO-LEGGE IL PRINCIPIO DEL SILENZIO ASSENSO
Previdenza integrativa, spazio ai Fondi
di Michele Gemito
In Italia la previdenza complementare pur essendo ormai quasi unanimamente indicata come il secondo pilastro del moderno sistema previdenziale non è tuttavia ancora adeguamente considerata. Quali sono le ragioni? Difficile dirlo con certezza. Di certo, incide in modo determinante anche la strisciante diffidenza che accompagna tutte le innovazioni in campo previdenziale.

Alcune recenti iniziative dovrebbero poter consentire alla previdenza complementare di decollare con maggiore forza nel panorama italiano. E questo grazie soprattutto alla delega approvata dal parlamento, che prevede norme che ne dovrebbero favorire l’applicazione.
Tra le novità è da segnalare l’introduzione principio del silenzio-assenso. Sbaglia chi pensa che possa essere stata introdotta una sorta di forma obbligatoria d’iscrizione ai Fondi pensione.
Ma non si può non affermare con altrettanta chiarezza che certamente è stata introdotta una formula importante. Una formula che rappresenta per il lavoratore un momento di riflessione.
Proprio sull’ipotesi di trasferimento del Tfr, trattamento di fine rapporto di lavoro, ai Fondi pensione, Confcommercio manifesta, in linea di massima, il proprio consenso, sollecitando in più occasioni, durante l’iter di delega previdenziale, la previsione di concrete misure di compensazione a favore delle aziende in termini di agevolazioni fiscali e contributive, e di accesso al credito.
Richiesti incentivi anche per i lavoratori autonomi, penalizzati dall’impossibilità di destinare ai Fondi le risorse derivanti dal Tfr, e ribadita, a più riprese, l’opportunità di superare il principio di volontarietà, che lega l’adesione ai Fondi negoziali, e di confermare la distinzione fra Fondi chiusi e Fondi aperti. Inoltre va sottolineato come il tema della previdenza complementare sia da lungo tempo all’attenzione della Confcommercio.
Il sistema confederale promuove, infatti, da oltre cinquant’anni, il Fondo Mario Negri, un sistema di previdenza complementare contrattuale che garantisce ai dirigenti del terziario un trattamento pensionistico integrativo dell’assicurazione obbligatoria.
Tale Fondo, inizialmente creato secondo il sistema finanziario a ripartizione, si trova attualmente nella fase transitoria prevista dalla legge per il passaggio al sistema a capitalizzazione.
Per facilitare tale trasformazione, riservata ai soli Fondi esistenti prima del 1993, è contemplata la totale deducibilità ai fini fiscali dei contributi versati sia per i vecchi che per i nuovi iscritti.
Dal 1998 Confcommercio, insieme a Filcams-Cgil, Fisascat-Cisl e Uiltucs-Uil ha, inoltre, dato vita a Fon.te., un Fondo pensione complementare per i dipendenti delle imprese del Commercio, del Turismo e dei Servizi che rappresenta un esempio importante tra le nuove forme di previdenza integrativa, in quanto destinato a raccogliere le adesioni di aziende e lavoratori appartenenti a più settori produttivi, ivi compresi i lavoratori a tempo determinato e gli stagionali.
Peraltro, proprio in occasione del rinnovo del contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle aziende del terziario, della distribuzione e dei servizi, sottoscritto ufficialmente da Confcommercio e dalle organizzazioni sindacali dei lavoratori il 2 luglio scorso, sono state elevate le quote di contribuzione a carico dei datori di lavoro.
Ciò costituisce un ulteriore vantaggio per chi decide di aderire al Fondo pensione contrattuale: il concorso del datore di lavoro nella contribuzione al Fondo integrativo costituisce, infatti, una caratteristica dei Fondi pensione di categoria.