Previdenza integrativa a rischio

07/02/2005

    domenica 6 febbraio 2005

      sezione: NORME – pagina 17

      Governo e parti sociali lontani Welfare verso la conferma delle proprie posizioni
      Previdenza integrativa a rischio

        MARCO ROGARI

          ROMA • Su previdenza integrativa e Tfr aumenta il rischio di scontro tra Governo e parti sociali. La prossima settimana sindacati e organizzazioni datoriali si incontreranno con l’obiettivo di stendere definitivamente un documento comune alternativo alla bozza di decreto attuativo della riforma Maroni presentata dal ministero del Welfare all’inizio del confronto. Ma lo staff di Maroni appare seriamente intenzionato ad andare avanti per la sua strada. In altre parole, alla ripresa del confronto (che dovrebbe chiudersi entro fine febbraio) il Welfare dovrebbe presentarsi con una bozza molto simile a quella già illustrata nelle scorse settimane. L’unica vera novità sarebbe rappresentata dalla soppressione dell’obbligo per il datore di lavoro di destinare il Tfr del lavoratore una volta trascorsi senza alcun pronunciamento i sei mesi a disposizione del lavoratore per il silenzio-assenso. Questo orientamento sarebbe emerso nei giorni scorsi in alcune riunioni svoltesi al Welfare nei giorni scorsi.

          L’impianto del decreto resterebbe quindi sostanzialmente immutato: massima libertà di adesione alle forme integrative (ovvero, nessuna corsia preferenziale per i fondi pensione negoziali); meccanismo della portabilità invariato; nessuna detassazione sulla rendita dei fondi, ma introduzione di un’imposta unica del 15% sulle prestazioni. Il tutto accompagnato dal rafforzamento della Covip, Commissione di vigilanza sui fondi pensione, trasformandola di fatto in super organo di vigilanza di tutte le forme integrative. Anche se questa operazione continua ad essere in contrasto con la riforma del risparmio, che ridimensiona la Covip.

          A questo punto resta da vedere l’atteggiamento che terranno le parti sociali. Che se troveranno l’intesa (come appare quasi certo), presenteranno al ministro Maroni un documento di tutt’altro tenore, in primis sulle questioni relative alla gerarchia dei fondi pensione e alla portabilità. Non solo: per sindacati e organizzazioni datoriali resta prioritaria l’introduzione di un pacchetto di significative agevolazioni fiscali allo scopo di rendere appetibile l’adesione alle forme integrative. In particolare, ad essere caldeggiata è la riduzione dell’imposizione sulle rendite dei fondi pensione che, sempre secondo le parti sociali, sarebbe peraltro già prevista dalla stessa legge delega. Infine resta da sciogliere il nodo delle compensazioni per le imprese. L’unico dato certo (al momento) è che con il prossimo decreto sulla competitività sarà individuata la copertura finanziaria per il 2005 (200 milioni per il 2006 e 500 per il 2007).