Previdenza: il testo del governo e i «ritocchi»

01/03/2004







sabato 28/02/2004

LA SCHEDA

Il testo del governo
e i «ritocchi»

      La riforma in discussione – L’ultima proposta del governo, presentata sotto forma di tre emendamenti al disegno di legge delega sulla previdenza del dicembre 2001, prevede che dal 2008 si possa andare in pensione di anzianità con 60 anni d’età (61 per i lavoratori autonomi) e 35 di contributi. Il limite a 61 nel 2010 e a 62 nel 2014 (un anno in più per gli autonomi, mentre per le donne il limite resta fermo a 60 anni). È prevista anche la chiusura di due delle quattro «finestre» annuali di pensionamento.

      Le correzioni della Lega – Il responsabile Lavoro della Lega, Dario Galli, ha annunciato la presentazione di due sub-emendamenti. Il primo per consentire, anche dopo il 2008, il pensionamento d’anzianità a 57 anni (con 38 anni di contributi) con una penalizzazione (pensione calcolata col metodo contributivo). Il secondo sarebbe uguale al primo ma senza penalizzazione. A copertura dei minori risparmi di spesa ci sarebbe una stretta sulle pensioni di invalidità.

      Le prossime tappe –
      La riforma delle pensioni è attualmente all’esame della commissione Lavoro del Senato. I gruppi parlamentari hanno tempo fino alle 20 di martedì prossimo per la presentazione dei sub-emendamenti di modifica della proposta del governo. L’inizio delle votazioni è previsto per martedì 9 marzo. Dopo l’approvazione in commissione, la riforma dovrà passare l’esame dell’aula del Senato e poi tornare alla Camera per l’approvazione definitiva. Il 10 marzo Cgil, Cisl e Uil, contrarie all’aumento dell’età pensionabile, decideranno la data dello sciopero generale.



Politica