Previdenza, i sindacati uniti “Il governo cambi la delega”

17/03/2003

15 MARZO 2003

 
 
Pagina 33 – Economia
 
 
      IL DOCUMENTO
      Pronta la risposta di Cgil, Cisl e Uil: no secco alla decontribuzione

      Previdenza, i sindacati uniti "Il governo cambi la delega"
          D´accordo nel rifiuto del trasferimento del tfr nei fondi pensione Sì al silenzio-assenso
          RICCARDO DE GENNARO

          ROMA – Il documento di Cgil, Cisl e Uil sulla delega previdenziale del governo è sostanzialmente pronto. Avrebbe dovuto essere varato ieri, ma la Cisl – reduce tra l´altro da una gaffe che ha infastidito in modo particolare la Uil, cioè aver fatto circolare un documento con la sua sola posizione – ha giudicato inopportuno annunciare i risultati di un lavoro unitario proprio alla vigilia della manifestazione unilaterale della Cgil per i diritti e la pace, in programma oggi a Milano. Alla bozza, messa a punto da Morena Piccinini (Cgil), Pierpaolo Baretta (Cisl) e Adriano Musi (Uil), mancano alcuni dettagli, ma l´accordo tra le tre confederazioni è già stato raggiunto: l´appuntamento finale è fissato per martedì prossimo.
          Il documento si può riassumere in sette punti. Si apre con l´apprezzamento dei sindacati perché la delega non prevede disincentivi alle pensioni di anzianità e per il suo obiettivo di decollo dei fondi pensione, un apprezzamento che la Cisl ha fortemente voluto si esplicitasse nel documento. I sindacati, però, restano assolutamente irremovibili nel loro «no» alla decontribuzione (fino a cinque punti) sui giovani neassunti. Uno sconto, questo, che la Confindustria – irritata dal fatto che alla Camera è saltato il limite minimo di tre punti – ha posto come condizione per il sì al trasferimento del Tfr (salario differito, che pur appartenendo ai lavoratori ha costituito fino a oggi un´importante fonte di finanziamento per le imprese) nei fondi pensione.
          Nel loro documento i sindacati aprono invece alla fiscalizzazione degli oneri sociali sui salari da lavoro dequalificato. Chiedono poi il completamento della fiscalizzazione degli oneri impropri e della cassa unica per gli assegni familiari, un´operazione avviata con il Patto di Natale del ´98: all´appello mancano tre miliardi di euro. Cgil, Cisl e Uil, nel documento, si oppongono poi all´equiparazione del trattamento fiscale tra fondi chiusi (aziendali, gestiti pariteticamente da azienda e sindacato) e fondi aperti. Respingono inoltre le agevolazioni del governo a favore delle polizze individuali, che potrebbero penalizzare l´adesione ai fondi pensione. Il documento dice no anche all´ipotesi di un testo unico sulle pensioni affidato al governo, ipotesi riproposta nella delega previdenziale: «Darebbe troppo potere al governo – sostengono i sindacati – con il rischio di una riscrittura delle norme sulle pensioni e non solo della definizione del quadro di coordinamento».

          Le opinioni di Cgil, Cisl e Uil convergono infine sul punto che più sta a cuore ai lavoratori: il no all´obbligo del trasferimento delle quote future del tfr nei fondi pensione, che, a parere dei sindacati, dovrebbe essere sostituito dal meccanismo del silenzio-assenso. Il documento unitario è pronto, ma nei sindacati c´è il sospetto che i problemi verranno dopo: saranno in grado, infatti, Cgil, Cisl e Uil di portarlo avanti unitariamente, anche con eventuali iniziative di mobilitazione dei lavoratori?