Previdenza, già pronta la delega

30/10/2001

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(Del 30/10/2001 Sezione: Economia Pag. 27)
Previdenza, già pronta la delega
Sgravi contributivi per i nuovi assunti Verso un giro di vite per le anzianità?

ROMA Oggi nuovo round del confronto su pensioni e lavoro tra governo e parti sociali. Cgil-Cisl-Uil hanno reagito decisamente male ai segnali (sempre più chiari) che svelano le intenzioni del governo di calare la mannaia sulla previdenza. Mentre sulla carta al tavolo «tecnico» si dovranno discutere i contenuti della delega (che già piace poco alle confederazioni) ai ministeri del Tesoro e del Welfare i contenuti della delega sono già delineati. E dentro c´è un taglio dei contributi per i nuovi assunti, una revisione dei contributi figurativi per maternità e disoccupazione, un giro di vite sulle pensioni di anzianità, e incentivi per spingere i lavoratori a restare più a lungo in azienda. Un menu difficile da digerire per Cgil-Cisl-Uil, che a questo punto sembrano costrette a fare fronte comune anche in tema di flessibilità del lavoro, nonostante in realtà il fronte sindacale sia tutt´altro che compatto. Ieri, da Milano, il ministro Roberto Maroni ha difeso la proposta di liberalizzare verso l´alto l´età pensionabile (esigenza rilanciata dal Ragioniere generale Andrea Monorchio). «Non significa chiedere di lavorare indefinitamente – ha detto – significa solo prendere atto che molti sono contenti di andare in pensione prima, molti no». Maroni ha ribadito la necessità di una drastica apertura ai privati del collocamento, insistendo anche sulla necessità di superare le «rigidità» dell´articolo 18 dello Statuto dei lavoratori sui licenziamenti. «Cgil, Cisl, Uil – ha affermato Maroni – non sono tutto il sindacato, sono alcuni dei soggetti che partecipano al tavolo di confronto. Non chiederò a tutti di sottoscrivere tutto, perchè questo è impossibile. Ma chiederò che si arrivi a una qualche decisione. Altrimenti deciderà il governo». Sull´allungamento dell´età pensionabile «dovrà decidere il lavoratore», è la replica del segretario generale della Uil Luigi Angeletti; «nessun innalzamento obbligatorio», insiste il segretario confederale Cisl Pier Paolo Baretta; «sono piuttosto le aziende a volersi liberare dei lavoratori anziani», dice per la Cgil Beniamino Lapadula.

r. gi.