Previdenza: Fondi, ultimo treno per gli aiuti fiscali

10/01/2001

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Mercoledì 10 Gennaio 2001
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Previdenza complementare
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Le richieste dei sindacati alla commissione Finanze della Camera – Benvenuto: «Sì a nuovi sconti».
Fondi, ultimo treno per gli aiuti fiscali Cgil, Cisl e Uil chiedono al Governo la riduzione o l’azzeramento dell’aliquota dell’11% sui rendimenti

ROMA Riduzione, se non addirittura azzeramento, del prelievo fiscale sui risultati netti dei fondi pensione, nuove norme in materia di anticipazioni e riscatti e possibilità di assicurare anche i familiari a carico nei fondi di origine negoziale. Sono queste le richieste che ieri Cgil, Cisl e Uil hanno espresso nel corso della prima audizione alla commissione Finanze della Camera sullo schema di decreto legislativo che modifica il regime fiscale dei fondi pensione.

Un provvedimento che dunque deve essere non solo migliorato, ma anche integrato. Per il decollo della previdenza complementare, infatti, i sindacati auspicano in primo luogo la riduzione — se non addirittura l’azzeramento — dell’aliquota fiscale sul risultato netto di gestione (ora all’11%) dei fondi pensione. Per questo, hanno detto i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil (all’incontro hanno partecipato Beniamino Lapadula, Gigi Bonfanti e Adriano Musi), si potrebbero utilizzare i 300 miliardi stanziati dalla Finanziaria per il 2001 (legge 388/2000), cercando anche un modo per compensare le aziende della rinuncia al Tfr come fonte di autofinanziamento.

Quindi occorre trovare una soluzione che consenta anche ai fondi contrattuali di costituire al loro interno posizioni previdenziali per i familiari fiscalmente a carico (cosa attualmente possibile solo per i fondi aperti). E ancora, in materia di anticipazioni, Cgil, Cisl e Uil ritengono necessario «ripristinare la sospensiva d’imposta, accompagnata da una regolamentazione che definisca la percentuale massima di soci che su ogni singolo esercizio possono ricorrervi, imponendo anche un tetto alla quantità di patrimonio da svincolare».

Sui riscatti, infine, per i sindacati «si dovrebbero ricercare dei meccanismi in grado di rispondere a quei soggetti che rimangono senza la possibilità di percepire reddito anche per periodi lunghi», attenuandone dunque la tassazione. Le soluzioni potrebbero essere di tre tipi: introdurre l’istituto dell’anticipazione — accanto ai riscatti — anche in caso di risoluzione del rapporto di lavoro; in alternativa o in aggiunta all’anticipazione, introdurre l’istituto del prestito agli iscritti; in caso di liquidazione per risoluzione del rapporto di lavoro, «occorre ripristinare il regime di tassazione separata, trovando un meccanismo di calcolo meno vessatorio dell’attuale».

«Nella relazione che proporrò alla commissione martedì prossimo — dice il presidente, Giorgio Benvenuto — inserirò la richiesta al Governo di ridurre al 6-8% l’aliquota sui rendimenti netti dei Fondi pensione». Il parere definitivo sarà pronto per il successivo giovedì.

La riduzione dall’11 al 6,25% dell’aliquota di prelievo sul maturato netto annuo dei fondi pensione è richiesta dalla Mefop, la spa pubblica per lo sviluppo del mercato dei fondi pensione. Il taglio al 6,25% costituirebbe un «efficace incentivo per il risparmio previdenziale».

La Mefop ha individuato altri punti problematici del regime tributario attualmente vigente sui Fondi pensione. Per esempio, la società pubblica propone di prevedere un regime «transitorio» anche per i lavoratori dipendenti che aderiscono ai vecchi fondi pensione «non novati», come viene già previsto per i cosiddetti «vecchi iscritti».

Per quanto riguarda invece il regime tributario dell’anticipazione o del riscatto parziale, la Mefop chiede che venga adottata la stessa soluzione già esistente per il riscatto in caso di morte e cioè la tassazione separata dell’imponibile al netto dei redditi già assoggettati a imposta, mentre ora la base imponibile comprende anche somme già assoggettate a imposta (capital gain e contributi non dedotti). La società pubblica, infine, propone di prevedere un regime di esenzione dall’Iva non solo per le operazioni di gestione finanziaria in senso stretto dei fondi pensione, ma anche per quelle a essa strumentali.

Oggi le audizioni in commissione Finanze riprenderanno con l’Ugl (Unione generale del lavoro) e con Lucio Francario, presidente della Covip (la Commissione di vigilanza sui Fondi pensione).

—firma—Marco Peruzzi