Previdenza: è disgelo governo-sindacati

03/07/2007
    martedì 3 luglio 2007

    Pagina 8 – Economia

      Previdenza, scalino e incentivi
      è disgelo governo-sindacati

        Assegno più alto dell´1-3% per chi ritarda la pensione

          Contatti con Cgil, Cisl e Uil sul "piano Damiano"
          Migliora il fabbisogno. Rifinanziato il bonus bebè

            ROBERTO PETRINI

            ROMA – Pensioni, la trattativa riparte. Oggi è prevista una prima presa di contatto tra il ministro del Lavoro e i sindacati a partire dalla definizione dei dettagli sulle pensioni basse. «Mi auguro una conclusione prima dell´estate», ha osservato il titolare del Welfare. Sul tavolo la proposta del governo, illustrata in una intervista a Repubblica: 58 anni dal 2008, con incentivi per rimanere al lavoro, verifica dopo tre anni e se i risparmi non arrivano l´età viene nuovamente rialzata. Proprio sugli incentivi si lavora: l´entità non è ancora decisa ma si parla di un bonus che varrà sulla pensione al momento della riscossione dall´1 al 3 per cento (diversamente dall´incentivo Maroni che beneficiava lo stipendio con sgravi contributivi e che non consentì risparmi significativi).

            Ottimisti i sindacati: «La proposta di Damiano? Può portarci all´accordo», ha detto il segretario generale aggiunto della Cisl, Pierpaolo Baretta. Non si sbilancia invece Morena Piccinini, segretario confederale della Cgil: «Questa è una proposta che viene dal sindacato sulla quale quindi saremmo disponibili al compromesso, se la Ragioneria di Stato non chiedesse verifiche matematicamente impossibili. Non si può pretendere che questo sistema dia gli stessi risultati dello scalone Maroni a regime». Da parte della Uil, applausi all´apertura del governo sull´ipotesi di introdurre incentivi per chi decide di restare al lavoro. Il segretario confederale Domenico Proietti valuta «positivamente» che si sia «fatta strada l´idea di lavorare sugli incentivi per elevare l´età pensionabile».

            Sulla trattativa pesa l´«apertura» della settimana scorsa di Rifondazione su i 58 anni più incentivi: ieri il Ministro della Solidarietà Sociale Paolo Ferrero è stato cauto: «Il nostro programma prevede l´abolizione dello scalone. Quindi mi va bene qualsiasi ipotesi che sia molto, molto, molto vicina ai 57 anni». Dall´altra parte tuttavia il ministro dell´Economia Tommaso Padoa-Schioppa ed, in particolare, i tecnici della Ragioneria «frenano» preoccupati dei costi. In pratica quasi il copione della rottura della scorsa settimana.

            Intanto già si pensa alla Finanziaria: nell´atto di indirizzo varato dal consiglio dei ministri la settimana scorsa Padoa-Schioppa ha invitato i ministri a presentare entro il 10 settembre le richieste per la manovra di bilancio, con l´avvertenza di indicare nella lista le priorità e gli eventuali risparmi compensativi. Un indicazione anti-suk volta ad evitare l´assalto autunnale.

            Alcune indicazioni arrivano anche sul testo del decreto che stanzia 6 miliardi, per spesa sociale ed infrastrutture. Oltre ai 900 milioni per le pensioni basse (1,5 miliardi dal 2008) e i 260 per il fondo anti-aids, ci sono 190 milioni per il fondo politiche sociali, 40 per rifinanziare il bonus bebè (si tratta dei diritti acquisiti del 2006) e 50 milioni per il 5 per mille. Nel 2007 arriveranno anche 700 milioni per le Fs e 426 per l´Anas.

            Tutto ciò in un quadro in cui i conti pubblici continuano a migliorare: nei primi sei mesi dell´anno il fabbisogno è stato di 26,2 miliardi, in calo di 7,2 miliardi rispetto allo scorso anno. Fondamentale in questo senso il gettito fiscale che ha consentito di scendere nel 2007 da una stima di deficit-Pil di 2,8 per cento (settembre 2006) al 2,1 per cento risalito. Di questo «avanzo» pari a 0,7 punti circa 6 miliardi sono stati spesi ed il resto è andato a riduzione del deficit.