Previdenza, contratti e Sud infuria la battaglia sul Dpef

14/07/2003


 
sabato 12 luglio 2003
Pagina 8 – Economia
 
 
IL CASO
Previdenza, contratti e Sud infuria la battaglia sul Dpef
Esame il 16 luglio, peggiora il quadro di bilancio
          Tremonti lunedì a Bruxelles illustrerà solo a grandi linee il documento ai partner
          Risorse scarse e contrasti sulle priorità acuiscono le divisioni nella maggioranza
          "Il governo Berlusconi ha perso notevole compattezza politica e sostegno"

          ROBERTO PETRINI


          ROMA – Assume toni cruenti la battaglia del Dpef 2004-2007, il documento di programmazione economico-finanziaria, che nascerà nel corso di una seduta «notturna» del governo, prevista per mercoledì prossimo con inizio alle 21. Nel menù, di cui si è parlato ieri in un burrascoso consiglio dei ministri, entrano le partite più delicate: alle pensioni, che hanno agitato lo scontro durante le passate settimane, si aggiungono i contratti per gli statali e le risorse per il Mezzogiorno.
          Indicativo il violento scambio di battute ieri in consiglio dei ministri: Fini ha chiesto a Tremonti i fondi necessari per chiudere i contratti di circa un milione e mezzo di dipendenti dell´area pubblica (enti locali, sanità, agenzie fiscali, università, ricerca e presidenza del Consiglio) per rispettare l´impegno preso dallo stesso vicepremier nel febbraio del 2002 con il cosiddetto «patto della lavanderia». La richiesta è di circa 1,2 miliardi di euro solo per il 2003 oltre alle risorse per la copertura del 2004. La risposta di Tremonti sarebbe stata furiosa: «I soldi non ci sono, la Finanziaria sarà molto dura».
          Pochi soldi, molte richieste e nessuno disposto a cedere; mentre la situazione peggiora. Fino ad oggi la tendenza del 2004 era quella di un deficit-pil al 3,1 per cento, appena sopra la soglia di Maastricht, ma nelle ultime ore nuovi calcoli stanno accertando un peggioramento che potrebbe portarlo fino al 3,5 per cento. Se fosse vera questa interpretazione, la manovra per ridurre un indebitamento giunto a 48 miliardi di euro dovrebbe essere più corposa dei 13-14 miliardi inizialmente previsti. In alternativa, ci si dovrebbe accontentare di un obiettivo meno ambizioso dell´1,9 per cento del Pil e salire oltre quota 2. Si aggiungono nuovi timori, inoltre, per il gettito del condono: è stato super ma nel 2004 potrebbe provocare un contraccolpo sulle entrate.
          Se si tenta di dare un volto alle cifre la situazione si complica, bisogna tagliare ed occorre verificare se c´è il consenso politico della rissosa maggioranza per farlo. Una delle idee del Tesoro, quella di tagliare i finanziamenti a fondo perduto per le imprese nel Sud e trasformarli in mutui restituibili a lunghissima scadenza, avrebbe trovato il fuoco di sbarramento dei centristi dell´Udc che già lo scorso anno si opposero ad una manovra simile, insieme al ministro delle Attività produttive Marzano, e la fecero rientrare.
          La musica non cambia per le pensioni: con la Lega e il ministro Maroni ancora attestati sulla difesa della delega e dei «pensionandi» del Nord e Tremonti alla ricerca di una soluzione che gli permetta comunque di ricavare qualcosa dalla partita della previdenza (magari un miliardo di euro con la chiusura di alcune finestre), che ormai sembra destinata a comparire solo con vaghe enunciazioni nel Dpef.
          Il calendario informa che il varo è fissato per mercoledì prossimo: nella più classica delle drammatizzazioni della Prima Repubblica, il consiglio dei ministri comincerà alle 21 facendo ipotizzare una lunga notte di contrasti. Non stanno alla finestra i sindacati: vorrebbero essere sentiti prima della presentazione del Dpef, come prevedono le consuetudini insieme alle altre parti sociali, e ciò dovrebbe avvenire nella stessa giornata di mercoledì. Lunedì Tremonti vola a Bruxelles per presiedere in serata il suo primo Eurogruppo e l´Ecofin il giorno successivo: nonostante gli impegni assunti a gennaio con i partner – ai quali dovrebbe indicare come intende rimpiazzare le misure una tantum – non potrà che dar loro qualche generica indicazione.