Previdenza arma elettorale

03/02/2004


MARTEDÌ 3 FEBBRAIO 2004

 
 
Pagina 3 – Interni
 
 
IL RETROSCENA
Berlusconi vuol chiudere la verifica: "La gente ci percepisce come in continuo litigio"

Il rilancio del vicepremier
previdenza arma elettorale
          L´irritazione del Cavaliere con gli alleati: "Troppo rumore sui dati dell´Eurispes. E in Parlamento tutto è bloccato"
          Le critiche del leader di An: "C´è un´emergenza economica e sociale che il ministro Tremonti non sembra cogliere"

          CLAUDIO TITO

      ROMA – Riprendere in mano la riforma delle pensioni. Perché se va in porto secondo lo «schema Tremonti», la verifica sarà in larga parte inefficace. Per Gianfranco Fini è quasi un vessillo. Da sbandierare come il primo risultato concreto del braccio di ferro in corso nella maggioranza. La riforma previdenziale «deve» essere il cavallo di battaglia di Alleanza nazionale da qui alle elezioni europee di giugno. Il vertice serale con Silvio Berlusconi, il vicepremier l´ha preparato così. La dichiarazione di Gianni Alemanno che ha fatto sobbalzare il ministro leghista del Welfare non è stata quindi frutto di una improvvisazione. Ma una mossa studiata a tavolino. Insieme a Fini e al viceministro dell´Economia, Mario Baldassarri. Un po´ per alzare la posta, ma soprattutto per trasformare la verifica nel passaggio politico in cui emerge la «questione economico-sociale».
      Perché il problema di An è proprio questo. Uscire dalla verifica con qualcosa di «comprensibile» per gli elettori di riferimento. Salvo sorprese dell´ultima ora, sempre possibili quando la politica attraversa passaggi di questo tipo, il "redde rationem" reclamato e imposto da An e Udc non porterà al rimpasto. Ossia a ricambi ministeriali che avrebbero potuto dare il segno chiaro di una inversione di rotta. Ed allora servono temi concreti, facilmente comunicabili a quel «ceto medio» le cui sorti sono state descritte nell´ultimo studio dell´Eurispes e che rappresenta buona parte di chi vota il partito di Fini. «Perché – non si stancava di spiegare ieri il vicepremier – se si chiude la verifica così e la riforma delle pensioni viene approvata senza modifiche, il cerchio di Tremonti si chiude ugualmente».
      In serata, davanti al Cavaliere, Fini ha quindi confermato punto per punto tutte le sue preoccupazioni. «C´è un´emergenza – va ripetendo da giorni – che va affrontata subito. C´è un´emergenza economica e sociale che il ministro dell´Economia sembra non cogliere e che può essere risolta solo con la tutela dei redditi e delle pensioni». L´altolà sulle pensioni, poi, è anche il frutto del dialogo a distanza che da tempo Fini coltiva con le parti sociali e soprattutto con la Cisl. I contatti con Pezzotta, infatti, sono continui e ininterrotti. Intensificati negli ultimissimi giorni.
      Il nuovo fronte aperto dall´alleato, però, ha indispettito il presidente del Consiglio. Che, proprio per assecondare "l´amico Gianfranco", ha farcito il documento che servirà a chiudere la verifica di un bel po´ di concessioni in tema di politica economica. A cominciare dalla revisione degli accordi del luglio ?93. Berlusconi vuole chiudere in fretta. Tant´è che prima del faccia a faccia con Fini, ha parlato con Umberto Bossi sull´aereo presidenziale che li ha portati da Milano a Roma. E ancora prima ha fatto sapere che il documento, ad eccezione del "preambolo" che ribadisce la sua leadership e delle garanzie sulla legge Gasparri, può essere ampiamente rivisto. A cominciare dalla separazione delle carriere e dalla ventilata correzione della normativa sulla par condicio. «Il punto – è il ragionamento del Cavaliere – è che a questo punto l´impasse della coalizione deve cessare. In Parlamento tutto è bloccato. In Consiglio dei ministri non si fa altro che parlare di verifica. La gente ci percepisce come in perenne litigio. Eppoi avete visto come il Tg2 ha trattato il rapporto dell´Eurispes? Se volevamo un colpo alla campagna elettorale, lo abbiamo avuto».
      Insomma il premier adesso tenta di sigillare la maggioranza. Ha offerto il "consiglio di gabinetto" per decretare l´esistenza della «collegialità» e ha promesso ad An di potenziare il dipartimento economico di Palazzo Chigi. Oggi vorrebbe decretare la fine delle fibrillazioni incontrando anche il segretario dell´Udc, Marco Follini, che al momento è soddisfatto per aver rinviato a giugno la verifica con la "V" maiuscola. Quella che prevede un rimpasto in grande stile sull´onda dei risultati elettorali e dopo aver consentito a Berlusconi di battere tutti i record di longevità governativa. Berlusconi vuole risolvere tutto oggi per una questione tanto concreta quanto quella sollevata da Fini con le pensioni: da oggi cominciano le votazioni sulla legge Gasparri. L´Udc, con il suo esperto De Laurentis, non ha nascosto che potrebbero spuntare i franchi tiratori. E a mezza bocca anche tra i banchi dei "finiani" si ammette che sarà difficile tenere ordine nel gruppo.
      In più Palazzo Chigi si giocherà stamani la carta del disegno di legge per l´authority sul risparmio. Il provvedimento elaborato da Tremonti è stato sensibilmente ritoccato da Gianni Letta. Il testo stamani dovrebbe avere il via libera dal Consiglio dei ministri. Ma le pesanti sanzioni previste da Via XX Settembre dovrebbero essere alleggerite e il controllo sulle concentrazioni rimanere sostanzialmente nelle mani della Banca d´Italia. Tant´è che ieri tra Berlusconi e Tremonti c´è stato al telefono un altro vivace confronto. Ma sul tavolo dei ministri arriverà il dispositivo voluto dal Cavaliere.