“Previdenza 3″ Scimia (Covip): «Va garantita la portabilità»

11/01/2005


    sabato 8 gennaio 2005

    pagina 13


    L’Authority / Luigi Scimia, Covip
    «Va garantita la portabilità»

    Lanfranco Olivieri

    Fiscalità e portabilità sono i nodi da sciogliere per far decollare la riforma della previdenza integrativa. «Il 18 gennaio si inizierà a discutere anche di questo: l’obittivo, comunque, è dare il via a un progetto che metta l’Italia al passo con gli altri paesi europei». Luigi Scimia, presidente della Covip (la commissione di vigilanza sui fondi di previdenza complementare) fa il punto sul decreto legislativo, la cui approvazione è attesa entro giugno.

    Dottor Scimia, quali sono le priorità in tema di previdenza complementare?

    Innanzi tutto bisognerà garantire la portabilità del tfr: cioè la possibilità di trasferire le prestazioni contributive da un veicolp pensionistico all’altro.


    La legge delega però garantisce questo principio..

    È vero. Ma in Parlamento è stato presentato e approvato un ordine del giorno che vincola il Governo a coinvolgere le parti sociali in tema di portabilità . Ed è evidente che né a Confindustria né ai sindacati interessi la salvaguardia di questo principio.


    Come mai?

    Ai sindacati interessa che il Tfr rimanga nei fondi negoziali , perchè è lì che hanno una presenza importante. E la pensano allo stesso modo gli industriali. Che preferiscono i fondi chiusi, nei cui consigli di amministrazione eservitano grande influenza.


    Ciò vuol dire che a rimetterci sarebberomle assicurazioni e i relativi piani pensionistici?

    Esattamente. Bisognerà infatti trovare un escamotage per ribadire ciò che la legge delega ha sancito: e cioè la libera trasferibilità delle prestazioni da fondi a polizze e viceversa.


    A favore delle assicurazioni ci sono anche i costi (più alti rispetto a quelli dei fondi) che rendono meno competitive le polizze pensionistiche individuali…

    Questo è vero. Ma va anche detto che il presidente dell’Ania ha fatto una proposta interessante: cioè quella di spalmare la maggior parte dei costi su una decina di anni. Quindi, se il lavoratore decidesse di lasciare la compagnia per passare a un fondo dopo 4-5 anni, pagherebbe solo 4 o 5 decimi del costo di approvvigionamento. Il resto sarebbe a carico dell’assicurazione.


    Quanto è importante il tema della fiscalità?

    Direi che è fondamentale. Perché i fondi pensione siano competitivi è necessario lavorare su una riduzione fiscale. Attualmente i rendimenti sono tassati all’11%, a fronte di una esenzione iniziale. Bisognerebbe portare la pressione fiscale almeno al 6%. Per poi arrivare, fra qualcheanno, ad azzerarla.