«Pressioni politiche per finanziare la Cit»

16/06/2006
    venerd� 16 giugno 2006

    Pagine – Milano

    Gli interrogatori per l’inchiesta sul crac del gruppo turistico rivelano nuovi particolari

      �Pressioni politiche per finanziare la Cit�

        VARESE – Perch� gli aiuti alla Cit vennero concessi dal ministero senza il benestare dell’Unione Europea? E come matur� la decisione di accordare quel beneficio a una azienda con i conti in profondo rosso? Il cammino verso l’accertamento della verit� parte da due interrogatori: due �persone informate dei fatti� che nei giorni scorsi sono state interrogate dai procuratori varesini Maurizio Grigo e Agostino Abate. La notizia trapela proprio mentre da Milano giungono invece i primi segnali positivi per il salvataggio del gruppo turistico varesino: il commissario di governo Ignazio Abrignani ha fatto sapere che quattro cordate si sono gi� fatte avanti per rilevare l’azienda.

        La ricostruzione giudiziaria del buco finanziario della Cit � cominciata dall’interrogatorio di un funzionario del ministero delle Attivit� produttive e di un consulente convocati a Varese da Roma; l’interrogativo su cui i magistrati insistono � sempre lo stesso: come mai a un gruppo considerato ormai decotto, con il titolo sospeso in Borsa, vennero accordati ancora nel dicembre scorso fondi per 75 milioni di euro? �Ci furono forti pressioni politiche� avrebbe detto uno dei due testimoni ascoltati nei giorni scorsi, anche se non avrebbe fatto nomi specifici. Un altro dettaglio ha catalizzato la curiosit� degli inquirenti: come mai, quando lo Stato decise il salvataggio di Alitalia, fu necessario ottenere il via libera da Bruxelles (la Ue non consente aiuti di Stato ad aziende in crisi) mentre nel caso della Cit il passaggio non avvenne? Sul punto i testi avrebbero spiegato che tecnicamente era possibile bypassare l’ostacolo comunitario, resta da capire se la ricostruzione ha convinto i magistrati, che come � noto hanno iscritto nel registro degli indagati i ex due amministratori delegati della Cit Gianvittorio Gandolfi e Arcangelo Taddeo. In attesa degli sviluppi giudiziari (considerati non imminenti) si rimette in moto la macchina imprenditoriale, seppur con qualche chiaroscuro.

        Come detto, il commissario Abrignani, al quale sono state affidate le sorti della Cit in base alla legge Marzano, ha detto che ci sarebbero gi� 4 cordate interessate ad acquistare il gruppo; le voci indicano tra esse Pirelli Re, Deutsche Bank e Accor. La linea suggerita dal commissario � quella gi� seguita da Enrico Bondi per salvare la Parmalat: �L’obiettivo � vendere a un acquirente unico – ha dichiarato -, smembrare il gruppo non avrebbe senso; Cit pu� essere rilanciata per attirare nel Sud Italia nuovi flussi turistici provenienti da India e Cina�. Prioritario, per Abrignani diventa a questo punto portare a termine i cantieri aperti in Basilicata e Calabria. Indispensabile sar� anche vendere alcuni �gioielli di famiglia� per fare cassa: la sola isola veneziana di Sacca Sessola � stata valutata 130 milioni di euro. Sacrifici in vista, infine, per i dipendenti: quelli a tempo indeterminato rimasti in carico sono 350 (ma con gli stagionali si sale a 1.200), per almeno 80 di loro nei prossimi mesi scatter� la cassa integrazione.

        Claudio Del Frate.