“Presidenza” L’ira del Cavaliere, dipinto come «buonista»

25/05/2006
    gioved� 25 maggio 2006

    Pagina 2 – Primo Piano

    REPLICA TRATTENUTA – IL CAPO DELLO STATO HA DETTO CHE L’EX PREMIER L’AVREBBE VOTATO, MA NON HA POTUTO

      L’ira del Cavaliere, dipinto come �buonista�

      retroscena
      UGO MAGRI

        ROMA
        L’invito al dialogo lanciato da Giorgio Napolitano per poco non gli ha provocato un attacco personale del Cavaliere. Il quale � stato trattenuto a stento dai suoi, e in conferenza stampa a Torino s’� morso la lingua. Ma in privato � arrivato a tirare in ballo l’et� avanzata del Presidente, e i problemi di continenza che gli ultraottantenni si portano dietro.

        A mandare su di giri Silvio Berlusconi non sono stati tanto gli apprezzamenti sul governo Prodi, oppure l’esortazione a rimettere l’Europa al centro della politica estera (concetti che hanno scatenato la reazione forzista con Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto e Antonio Tomassini). No: l’ira � stata scatenata da un passaggio all’apparenza innocuo dell’intervista a l’�Express�. L� dove Napolitano svela come l’ex-premier fosse stato disposto a votarlo, o almeno questo Berlusconi gli ha lasciato intendere, ma non l’abbia fatto semplicemente perch� avrebbe creato sconcerto tra i suoi elettori.

        Quest’immagine �buonista� e disponibile � esattamente quella che Berlusconi non vuole dare di s�. E dispetto peggiore, il Capo dello Stato non gli avrebbe potuto fare. Altro che campione di fair-play: il Cavaliere desidera apparire come vittima di uno scippo, cui interessa solo che venga restituito il maltolto. Un po’ perch� si trova nella condizione psicologica di chi � stato battuto al fotofinish e non si d� pace. Un po’ per calcolo politico. Domenica si vota alle amministrative e, per dirla con il Dc Gianfranco Rotondi che meglio di tutti interpreta la strategia berlusconiana, �se vogliamo fare risultato occorre che portiamo la nostra gente alle urne come occasione di vendetta sulle elezioni politiche. Perci� dobbiamo stare tutti quanti incazzati�.

        A tre giorni dal voto l’auspicio del Presidente non poteva che sortire l’effetto opposto. Come quando si invita chi sbraita a star calmo: come minimo ti manda a quel paese. Difatti, la zuffa seguita all’intervista di Napolitano � stata tale che Anna Finocchiaro (presidente del senatori Ds) e Piero Fassino (segretario della Quercia) hanno dovuto soccorrere il Colle dagli assalti di destra. N� si equivochi sul Capo dello Stato che �ha sempre ragione�, secondo Pier Ferdinando Casini: come lui stesso ha fatto precisare, � un atto dovuto per chi crede nelle istituzioni.

        Fino a domenica, il dialogo col centrodestra sar� una chimera. Dopo, dipende. Anzitutto dall’esito delle urne. Se la Cdl far� en plein in Sicilia, pi� vittoria della Moratti a Milano e ballottaggio a Napoli, allora Berlusconi non faticher� a sostenere con gli alleati che il muro contro muro paga. E il primo effetto sar� quello di far respingere le avances dell’Unione sulle commissioni parlamentari. Non c’� un’offerta precisa, ma ieri la Finocchiaro � stata incaricata di sondare l’opposizione circa la possibilit� di decidere insieme alcune presidenze. An e Udc sarebbero pronte a discutere. Fini invoca un’opposizione che non sia solo urlata, e per lui guidare la Commissione esteri con il voto del centrosinistra avrebbe un valore simbolico di definitivo �sdoganamento�. Quanto a Casini, in quanto ex-Dc � per sua natura manovriero. Ma n� l’uno n� l’altro adesso possono scoprirsi. L’esplorazione della Finocchiaro andr� avanti fino a mercoled� prossimo, in modo da �scavallare� le elezioni. E se l’esito per il centrodestra non fosse cos� brillante, An e Udc forse troverebbero gli argomenti per intavolare una trattativa nonostante il �non possumus� del Cavaliere.

        E’ convinzione di alcuni, perfino dentro Forza Italia, che lo scontro frontale non sia la strada migliore per battere Romano Prodi. Ed anzi ottenga l’effetto di rafforzarlo, costringendo l’Unione a far quadrato. L’altro giorno Bruno Tabacci e l’ex ministro dell’Interno Beppe Pisanu sono giunti per l’appunto a questa conclusione. Ma il Cavaliere non rinuncer� a combattere lancia in resta. Perlomeno fino al 25 giugno prossimo, quando si terr� il referendum istituzionale.

        E’ in ballo il futuro dell’alleanza con la Lega. Se vincessero i �No�, il Carroccio sarebbe pronto a voltare pagina. Potrebbe aprirsi una nuova fase costituente, con Bossi pi� interessato al dialogo con la sinistra.

        Per Berlusconi portare a casa la devolution � l’ultima speranza di tenere unito il suo esercito e di affondare la legislatura in fretta. Si sta occupando personalmente di manifesti e slogan (�L’Italia merita un “S�”�). E far� di tutto per tenere alta la tensione, in modo che i suoi elettori, invece che al mare, vadano al seggio. Con la bava alla bocca, senza dar retta al �comunista� del Quirinale.