«Presidente, te lo diamo noi l’incentivo…»

01/10/2003



Click here to find out more!
  Politica




01.10.2003
«Presidente, te lo diamo noi l’incentivo…»

di 
Giampiero Rossi


 «Sono rimasto disgustato. E più quello andava avanti e più aumentavano la rabbia e l’incredulità per ciò che stava dicendo e per il mezzo che stava utilizzando…». Poi, ieri mattina al suo posto di lavoro, il lussuoso Hotel Gallia di Milano, il delegato sindacale Antonino Di Cicco è stato circondato dai colleghi che gli hanno praticamente imposto di organizzare in fretta e furia almeno una fermata simbolica di un quarto d’ora. Lo show pseudoperonista del Cavaliere in televisione è stato davvero troppo, per i lavoratori, che non ce l’hanno fatta ad aspettare il giorno dello sciopero generale ormai inevitabile, né le manifestazioni organizzate per la serata, come quella milanese davanti alla sede della Rai, voluto proprio per dire no «all’occupazione della televisione pubblica per fare propaganda alla distruzione del welfare in Italia», come dice amareggiata Vittoria Scordo, lavoratrice di Trenitalia. No, non ci credono alla «riforma» di Berlusconi e Tremonti, «come si fa a credere a quella persona lì?», si domanda per esempio Di Cicco, che tra una riforma e l’altra continua a vedere slittare la data del suo pensionamento. E come lui, mentre presidia la Rai di corso Sempione, si dice «incazzato» anche Fausto Guerriero, 50 ani, guardia giurata: «A parte lo spettacolo orrendo in televisione, il signor Berlusconi me lo spiega come ci vado io a lavorare a 65 anni? Faccio la vigilanza in carrozzella?». E tutti pensano già a organizzare le manifestazioni del prossimo 25 ottobre, quando anche loro conquisteranno le telecamere della Rai con la forza dei numeri.
Ieri, sull’onda dell’effetto Berlusconi-in-tivù, fermate ed assemblee spontanee si sono svolte nelle aziende private e pubbliche in tutta Italia. Da ogni regione, per tutto il giorno, sono giunte notizie di presidi di lavoratori e cittadini (soprattutto giovani), mentre altri sono programmati per oggi, davanti alle sedi regionali della Rai in molte città italiane fra le quali Genova, dove erano presenti alcune migliaia di persone, Torino dove massiccia è stata la partecipazione dei lavoratori delle telecomunicazioni, oltre a quella del tardo pomeriggio a Milano. Mobilitazioni e scioperi spontanei anche in tantissime aziende metalmeccaniche, tessili, chimiche, nei cantieri edili. A Genova hanno scioperato l’Ansaldo, la Fincantieri di Sestri e di Riva Trigoso e la Mariotti. In Lombardia fermate spontanee del lavoro si sono verificate nelle aziende metalmeccaniche milanesi della Cimbali, Siae Microelectronics, Alcam, Breda e Faema. Così come, in Brianza (Candy e Nuovo Pignone) e nel Mantovano dove almeno in quattro aziende tessili i lavoratori hanno incrociato le braccia: Cornegliani, Lubiam, Arix e Carla Carini; scioperi anche nel Bergamasco e iniziative a Brescia. In Piemonte, alle già programmate proteste dei lavoratori contro la legge 30 si è sommata la mobilitazione contro i provvedimenti sulle pensioni.
Prese di posizione, scioperi e volantinaggi hanno percorso tutto il Veneto. I metalmeccanici che lavorano per gli appalti del Petrolchimico di Porto Marghera sono scesi in sciopero per un paio di ore, mentre in moltissimi altri luoghi di lavoro sono state effettuate fermate più brevi. Altre iniziative si annunciano per oggi, la mobilitazione sta montando con la preparazione di una miriade di appuntamenti in vista dello sciopero generale, sotto una valanga di ordini del giorno che riempiono le sedi sindacali e sollecitano risposte di lotta a quello che viene visto come uno scippo ingiustificato non solo sulle pensioni dei lavoratori più anziani, ma soprattutto dei giovani. «Continuando a usare le armi della demagogia e del populismo, il presidente del consiglio nel discorso agli italiani dalla televisione pubblica, ha trasformato anche il problema previdenziale in mercato del consenso politico», afferma per esempio la Rsu dell’Università di Padova, che ha raccolto l’invito di tanti docenti a «non stare in silenzio» di fronte all’inopportuna quanto arrogante uscita mediatica di Berlusconi.

Immediata la protesta in molti luoghi di lavoro dell’Emilia-Romagna. Gli scioperi spontanei, improvvisati dalle Rsu, hanno interessato diversi settori mentre centinaia di ordini del giorno unitari hanno invaso le sedi sindacali sostenendo l’iniziativa dello sciopero generale di Cgil Cisl Uil. Dalle Marche è arrivata già in mattinata la notizia di un sit-in dei dipendenti del Comune di Ancona e del Consiglio di fabbrica della Benelli armi. Mobilitazione e «fermate» del lavoro in aziende grandi e piccola della Toscana. A Firenze e sciopero di un’ora per ogni turno anche gli operai dello stabilimento Fiat di Termini Imerese.