Presidente, quanti sono i miliardi?

16/04/2007
    sabato 14 aprile 2007

    Pagina 2 – Economia/Oggi

    LO SCENARIO – Ai tavoli di concertazione il governo offrirà il «tesoretto» che sarebbe più ricco

      Presidente, quanti sono i miliardi?

        Roma
        «D’accordo sull’aumento patologico delle diseguaglianze, d’accordo sull’attenzione alla crescita, visto che per redistribuire bisogna creare ricchezza. Ma al tavolo vorremmo sapere: 2/3 e 1/3 di che?». Punta il dito sulla questione principale Marigia Maulucci (Cgil) commentando la lettera di Romano Prodi: a quanto ammonta il «tesoretto»? Tommaso Padoa-Schioppa ha indicato una forbice tra 500 milioni e 2,5 miliardi di risorse spendibili, oltre ai 7,5 miliardi da destinare alla correzione del deficit. Insomma, tra gli 8 e i 10 miliardi di entrate impreviste. Ma già voci (incontrollate) parlano di un punto di Pil: circa 15 miliardi. Che farebbe salire a circa 8 miliardi le risorse da redistribuire in corso d’anno. Il tutto, naturalmente, sulla carta: la verifica potrà iniziare solo in luglio, con l’assestamento di bilancio.

        Le misure che sono sul tavolo del governo riguardano in parte i tavoli avviati con le parti sociali. In particolare quello su welfare e previdenza, dove si ipotizzano ammortizzatori sociali per il nuovo welfare. Aumento dell’assegno di disoccupazione (dal 50 al 60%); contributi figurativi e possibilità di ricongiungimento di diversi periodi lavorativi per i giovani precari. Questi gli interventi su cui ci si è concentrati per i più giovani. Per i lavoratori più anziani, nel menù ci sono interventi per chi perde il lavoro tra i 45 e i 55 anni (età assai difficile per ricollocarsi). Sul tavolo c’è poi tutta la partita pensioni, con il superamento dello «scalone» della Maroni e la rivalutazione degli assegni più bassi (il nodo coefficienti non riguarda risorse da stanziare subito). Ambedue queste voci, però, riguardano le prossime finanziarie, e non interventi da far partire subito.

        Allo studio anche un corposo «pacchetto» fiscale, come fa capire il commento di ieri di Vincenzo Visco. «Gli obiettivi indicati dal presidente (del consiglio, ndr) – dichiara il viceministro – sono raggiungibili anche attraverso una riduzione mirata dell’imposizione fiscale (crediti di imposta rimborsabili, aumento di alcune detrazioni?)». Per chi è tanto povero da non pagare le tasse (incapiente) si studiano assegni che restituiscano gli sconti fiscali assicurati alle altre famiglie. In più si pensa di allargare le detrazioni già in vigore per i figli.

        C’è poi il «pecchetto casa», che potrebbe essere inserito nella delega delle rendite finanziarie, a completamento della riforma del catasto.Dovrebbe prevedere sconti sull’Ici e detrazioni per chi è in affitto. Anche se è forte la spinta a anticipare l’intervento Ici, con una misura per tutte le case di residenza. Ma l’operazione da sola costerebbe 2,5 miliardi, quasi l’intero «tesoretto» indicato finora da Padoa-Schioppa. Per le imprese, che a luglio avranno lo sconto del cuneo di circa 3 milairdi (nel 2008 a regime diventerà di 5,5), si studiano interventi di sistema. Pier Luigi Bersani punta a rivoluzionare il sistema di incentivi, inserendo meccanismi automatici di «premi» fiscali e interventi selettivi che valorizzino l’innovazione. Infine, infrastrutture e sgravi per chi fa ricerca. b. di g.